Sicurezza
Balneari e Comune, aspettative proiettate sul piano spiaggia
Il litorale a libera fruizione a Piombino è l’84 per cento San Vincenzo, Riccucci: «Rischio di standardizzare l’offerta»
Manolo Morandini
piombino. L’invito è a scendere in spiaggia. Affacciarsi sul bagnasciuga di Piombino, dove si contano su 19 chilometri di litorale dalla Costa Est a Baratti, di cui tre in concessione a una varietà di 16 imprese. Oppure, muoversi su San Vincenzo: 11,3 chilometri di litorale di cui su tre insistono 30 attività balneari. C’è un dato che mette in luce il sindaco di Piombino Francesco Ferrari: «Il Consiglio di Stato condivide la linea difensiva del Comune: la nostra decisione di applicare la legge nazionale era motivata dall’insussistenza delle criticità, a cui risponde invece la Bolkestein, legate agli equilibri tra le spiagge libere e quelle in concessione. Il massimo giudice ha tenuto conto di questa caratteristica, anche se poi supera questo concetto abbracciando comprensibilmente l’interesse nazionale più ampio».
Un punto quello evidenziato dal sindaco Ferrari sottolineato anche da Fabrizio Lotti, vicepresidente nazionale Fiba Confesercenti e presidente del Consorzio balneari Costa Est. «L’ufficio comunale del Demanio nel disporre la proroga delle concessioni al 2033 aveva giustamente evidenziato che a Piombino le spiagge date in concessione rappresentano il 15 per cento del totale. Non c’è una situazione di scarsità e proprio per questo ci sono gli spazi per garantire gli attuali imprenditori nel nuovo piano spiaggia».
Al di là della situazione generale c’è una specificità sulla Costa Est che riguarda sei concessioni su un totale di dieci attive in quell’ambito. «La sentenza non travolge l’intesa con la Parchi Val di Cornia – sostiene Lotti –. Nel 2001 è stato fatto un bando per l’assegnazione in cui gli affidatari hanno costruito le strutture di servizio coordinandole con la concessione di un fronte 180 metri di spiaggia. Nel 2020 sono stati rinnovati gli affidamenti fino al 2029 a fronte di una situazione che è l’opposto di quanto si verifica in Italia. Siamo arrivati a pagare un canone di 65mila euro all’anno, a cui sarebbe difficile fare fronte con la sola vendita di bibite e ghiaccioli». E sottolinea: «Quando abbiamo investito in Costa Est era una zona industriale con la centrale Enel di Tor del Sale ancora in attività. Tra l’altro nel 2018 due stabilimenti balneari sono stati distrutti dal maltempo e all’epoca fu data la possibilità di realizzarli ex novo arretrandoli per proteggerli dal rischio mareggiata».
L’orizzonte è il nuovo piano spiaggia. «Le sentenze si applicano», dice Ferrari. E rispetto alla proroga le concessioni balneari fino al dicembre 2023: «Dopo quella data non ci sarà alcuna possibilità di ulteriori rinvii neanche per via legislativa: il settore sarà aperto alle regole della concorrenza. Ne prendiamo atto». E sottolinea: «Di sicuro termina una fase di incertezza per il Comune di Piombino: ci rasserena anche la cautela con cui ci siamo mossi finora, evitando di rilasciare autorizzazioni che avrebbero esposto le imprese a investimenti rischiosi».
Il Comune di Piombino è impegnato a redigere gli strumenti di pianificazione territoriale. «Potremo scrivere tutti insieme – conclude il sindaco –, in consiglio comunale, il futuro delle nostre spiagge e, conseguentemente, della nostra economia turistica, i cui operatori hanno e sempre avranno questa amministrazione al proprio fianco».
qui san vincenzo
Fa parte del G20 Spiagge, ovvero le principali destinazioni balneari d’Italia, che superano la soglia di un milione di presenze a stagione, San Vincenzo. Il sindaco Paolo Riccucci, che tra le urgenze ha la revoca del Piano spiaggia adottato dalla precedente amministrazione, sulla proroga delle concessioni fino al 2023 è tiepido. «È una materia su cui è difficile avere una posizione netta – afferma –. Già il pronunciamento appare poco definito, portando avanti di due anni la questione. Da un lato sancisce il principio condivisibile del libero mercato, ma dall’altro si deve tenere conto della specificità. Nel nostro caso si tratta di attività familiari, che conoscono il turismo balneare e nell’attività hanno investito tanto. Insomma, il principio va declinato con molta attenzione. Il rischio è che arrivino imprese dall’esterno del territorio che non conoscono la nostra specificità, finendo per impoverire l’offerta che ci caratterizza andando verso una sua standardizzazione».
Il rappresentante locale di Sib Confcommercio Matteo Montagnani non nasconde l’amarezza: «Attendiamo la riforma – dice –. Nei bandi che dovranno essere fatti auspico che siano previsti dei punteggi per dare la possibilità a chi ha investito e fa questo lavoro di poterlo mantenere». Maurizio Frassoni, vicepresidente regionale Fiba e rappresentante locale della categoria, mette in luce quello che a una prima lettura appare un paradosso. «Si è contrari alle proroghe e per sentenza ne viene fatta una di due anni – afferma –. Il Consiglio di Stato doveva limitarsi alla conformità al diritto europeo. C’è più di una invasione di campo. Anche sui canoni, sebbene tutti concordano che debbano essere rivisti». E conclude: «Si rischia il caos. Al di là della riforma che farà il governo, penso ai ricorsi che seguiranno ai bandi per assegnare le concessioni».
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