Jsw, operai e sindacati in piazza a Roma Vicina la scadenza della cassa integrazione
I sindacati: non c’è davvero più tempo. E in Regione passa la mozione di Anselmi per impegnare il governo sul forno elettrico
Cristiano Lozito
PIOMBINO. Operai e sindacati oggi a Roma per la manifestazione di Jsw e Acciaierie d’Italia, l’ultima carta dal punto di vista mediatico nella ricerca di garanzie per il futuro dei due stabilimenti siderurgici più importanti del Paese. Perché, come recita lo slogan scelto per la manifestazione, «il tempo è scaduto». Considerazione che per Piombino è ancora più pregante visto che da qui alla fine dell’anno si vedrà davvero se e come lo Stato con Invitalia entrerà nel capitale sociale, e se questo sarà il prologo a un piano industriale davvero di rilancio per lo stabilimento.
«Questa vertenza è in piedi da troppi anni – riflette Lorenzo Fusco, segretario provinciale Uilm – e che il tempo è scaduto ce lo stanno dicendo gli impianti, in condizioni da far pensare che se non si fa qualcosa rapidamente lo stabilimento si fermerà da sé, per i ritardi degli imprenditori che si sono succeduti e per quelli della politica». Gli impianti, già. Dopo l’incendio di una cabina elettrica al treno rotaie il 26 ottobre, l’altra notte altro principio d’incendio al tmp, dovuto pare a una scintilla finita su del grasso. Niente danni, ma sono dovuti intervenire i pompieri.
Nel pacchetto delle soluzioni attese entro fine anno c’è anche la questione degli ammortizzatori sociali, in scadenza per circa 1500 lavoratori il 7 gennaio. «È una preoccupazione seria – dice David Romagnani, segretario Fiom – perché serve una proroga per portare tutti al dopo la presentazione del piano industriale. Al governo chiediamo di rispettare i tempi, specie della due diligence, per la quale temiamo un rallentamento nel trasferimento di dati da parte di Jsw».
«In piazza cerchiamo di ridare visibilità a una vertenza su cui c’è un silenzio tombale – dice il segretario Fim, Paolo Cappelli – La viceministro Todde aveva assicurato una chiusura sul tema Invitalia entro 60 giorni dal protocollo d’intesa, la scadenza è vicina. Se va in porto, vogliamo subito dopo un tavolo ministeriale, per discutere del piano industriale».
I sindacati su questo punto temono che le pressioni degli acciaieri del Nord sul governo possano pesare sui progetti piombinesi, specie su quello del forno elettrico. A questo proposito ieri il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione di Gianni Anselmi, che chiede al governo «di tutelare Piombino con l’affidamento di commesse in via diretta e negoziata, proporre lo sviluppo di una filiera della componentistica ferroviaria, sollecitare una valutazione concreta dell’ingresso dello Stato nel capitale Jsw». In particolare la mozione chiede «di sostenere la proposta di realizzare a Piombino un forno elettrico da 1,2-1,5 milioni di tonnellate annue e di dedicare un’attenzione specifica al sito di Piombino nella dislocazione delle risorse del Pnrr per transizione ecologica, smantellamenti, bonifiche». All’unanimità passa anche la mozione di Francesco Torselli (Fdi) cche chiede al governo di «valutare il piano industriale di Jsw per fissare impegni e investimenti, modalità e tempistiche per la salvaguardia e il rilancio del polo siderurgico».
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