Le Poste sotto sfratto cercano una sede ma si teme la chiusura
Il proprietario del fondo vuole i locali liberi entro fine anno Comune disponibile ad accettare una soluzione provvisoria
Monteverdi. L’ufficio postale di Monteverdi è sotto sfratto e c’è chi teme che la Spa pubblica possa cogliere la palla al balzo e chiudere lo storico sportello di piazza del Convento, operazione già tentata in passato e sventata dal Comune grazie anche a una sentenza del Consiglio di Stato.
I locali di piazza del Convento sono in affitto e sotto sfratto, il proprietario non intende rinnovare il contratto, li rivuole liberi entro il 31 dicembre. La ricerca di una nuova sede è già avviata, e sono stati individuati alcuni fondi nel centro storico che per collocazione e ampiezza possono soddisfare le esigenze dell’ufficio postale, ma sembra che nessuno finora risponda a pieno alle caratteristiche richieste, in particolare quelle obbligatorie per un servizio al pubblico.
La ricerca continua e l’amministrazione comunale è assolutamente disponibile a collaborare con i funzionari di Poste Italiane incaricati dell’operazione-trasloco sia per favorire i contatti con i privati, sia per offrire una mediazione nel caso venisse richiesta una proroga dello sgombero dell’attuale sede. L’interesse riguarda la collocazione del nuovo ufficio: facilmente accessibile e all’interno del nucleo storico come elemento vivificante di questa parte del paese, un tempo centrale, oggi quasi del tutto abbandonata dalle attività commerciali a vantaggio di piazza del Convento e della trafficata via IV Novembre.
Quello che assolutamente il Comune non vuole, in sintonia con i cittadini, è la chiusura dell’ufficio postale.
Si tratta di cercare, gli appartamenti vuoti non mancano e se, al limite, nel centro storico non si trovasse la sede adatta, l’immediata periferia può offrire soluzioni praticabili. C’è solo l’imbarazzo della scelta. «L’ufficio postale deve in ogni caso restare aperto a Monteverdi – sottolineano in Comune- e magari il trasloco potrebbe essere l’occasione per attrezzare i nuovi locali con un Postamat». L’Amministrazione, sarebbe anche disposta ad accettare una soluzione provvisoria.
G.P.
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