Il dolore
«I Comuni spingano con Asa per stoccare le risorse idriche»
PIOMBINO. «I Comuni della Val di Cornia dovrebbero assumere un ruolo di forte indirizzo impiantistico per Asa, finalizzato a favorire studi e applicazioni pratiche orientate allo stoccaggio della risorsa idrica su principi di sostenibilità ambientale e vantaggio economico per i cittadini, che non si ritroverebbero con tariffe gonfiante da grandi impianti con effetti discutibili».
È quanto sostiene Riccardo Gelichi, portavoce di “Amare Piombino”, convinto che la politica non possa esimersi dall’affrontare un tema importante come quello della gestione idrica.
«Le scelte impiantistiche che saranno fatte prossimamente – sostiene Gelichi – daranno un’importante connotazione, forse decisiva, sulla valenza green e di sostenibilità dei progetti messi in campo e se questi saranno coerenti con le linee europee. Per fare ciò sarà necessario definire con precisione gli strumenti di pianificazione inerenti alla corretta gestione della risorsa idrica, salvaguardando il rischio idraulico e in particolare valorizzando le zone fluviali».
Per lui quindi «iI Comuni dovrebbero svolgere una funzione di orientamento decisiva su Asa e Consorzio di bonifica, soprattutto rispetto alle scelte impiantistiche, che non dovranno misurarsi con logiche di mercato “investimenti e ritorno in tariffa”, bensì stabilire modalità di azione volte a perseguire la riqualificazione ambientale del sistema fluviale. Dovrebbero farlo nel senso indicato proprio dalla Comunità europea, recepito e applicato nelle procedure messe in campo dal progetto Rewat, dove i Comuni della Val di Cornia e il Consorzio di bonifica portano avanti progetti mirati al risanamento delle falde, basandosi su processi naturali di ravvenamento della falda idrica sotterranea». I
Per questo secondo Gelichi «potrebbe trovare applicazione il progetto individuato in località Forni a Suvereto che mira a utilizzare le acque del sub-alveo del fiume Cornia, che contengono caratteristiche buone in termini di potabilità e di leggerezza. La politica e il civismo c hanno il dovere morale di stimolare principi gestionali e azioni coordinate cui dovrebbero ispirarsi i Comuni della Val di Cornia e conseguentemente indicarli ad Asa come traccia per i futuri investimenti impiantistici. Non si capirebbe altrimenti perché la Comunità Europea stanzia fior di milioni di euro per produrre progetti green, con indicazioni precise sugli approcci operativi per una corretta gestione e valorizzazione dei sistemi fluviali»
«Sarebbe invece paradossale – conclude il portavoce di “Amare Piombino” – si andasse verso scelte impiantistiche pesanti sotto il profilo ambientale, come i “dissalatori” che hanno un alto consumo energetico e restituiscono in mare reflui di soluzioni saline concentrate cosniderando anche che e manca in Italia una normativa adeguata sull’impatto ambientale di questi impianti e non abbiamo rapporti costi / benefici».
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