La manifestazione
Una giovane donna allo Smart tra web, progetti e comunità
Valentina Anselmi, 31 anni, è la nuova direttrice del Sistema museale dell’arcipelago toscano «Primo obiettivo? Parlare al territorio e coinvolgere anche musei privati e altre realtà culturali»
L’intervista
Giuseppe Boi
Una giovane donna alla guida del Sistema museale dell’arcipelago toscano (Smart). Dopo un anno dalla istituzione, l’ente che coordina i musei di Portoferraio, Campo nell’Elba, Capoliveri, Capraia Isola, Isola del Giglio, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio e il Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha una sua direzione. O meglio una direttrice perché, come anticipato dal Tirreno, l’incarico è stato affidato a Valentina Anselmi.
L’elbana di 31 anni ha vinto il concorso pubblico indetto dal Comune di Portoferraio, ente capofila del sistema, per il quale sono state presentate sette domande. La commissione giudicatrice ha esaminato i curriculum dei candidati e un progetto (al centro anche del colloquio multidisciplinare) di valorizzazione e gestione del sistema museale. Ed è proprio questo che ha portato Anselmi a vincere la selezione.
Quali saranno i suoi primi passi da direttrice dello Smart?
«C’è da fare tanto, a cominciare dalla comunicazione. Il Sistema museale dell’arcipelago toscano non ha uno storico alle spalle. Al momento c’è solo un sito internet (www.museiarcipelago.it, ndr) in italiano e in inglese. Bisogna aggiornarlo e aprire tutti i canali social».
Si parte dal web?
«Ha un ruolo chiave, non solo per comunicare ma anche per programmare e portare avanti le iniziative. Uno degli ostacoli maggiori è che il Sistema si sviluppa su isole differenti, che tra l’altro non sono raggiungibili se non passando dal continente. Il digitale ci aiuterà anche a superare i problemi logistici».
E poi?
«Devo e dobbiamo ascoltare la comunità. Portoferraio non è Capraia. Capraia non è il Giglio. E via dicendo. Queste differenze non sono solo geografiche, ma sono portatrici di problematica e opportunità differenti».
È necessaria però una visione comune.
«Certo ed è proprio dagli incontri, online e di persona, che devono emergere i progetti e le strategie per rafforzare la rete, i singoli musei che la compongono e al coinvolgere anche i musei privati e delle realtà culturali presenti sul territorio».
Insomma, si parte dal dialogo con il territorio.
«Sì. Vorrei dare voce a tutti quelli che hanno qualcosa da dire e raccogliere le loro istanze. Non a caso gli incontri saranno aperti e coinvolgeranno artisti locali, operatori museali, insegnanti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, aziende, associazioni, e giovani residenti nell’arcipelago. L’obiettivo dello Smart è quello di promuovere attraverso i musei la cittadinanza attiva e potenziare il senso di identità della comunità dell’arcipelago proprio per valorizzare e coinvolgere le risorse umane, culturali, economiche e ambientali del territorio».
Pensa di portare lo Smart a collaborare con realtà del continente?
«Conosco e lavoro per la Rete dei musei della Maremma (che unisce 45 strutture, ndr). Vanta anni di lavoro e la loro progettualità è un riferimento positivo. In Toscana siamo gli ultimi a partire con un sistema unico per i musei. Dobbiamo collaborare con loro e con chiunque per trarne il meglio a vantaggio delle nostre isole».
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