Toscana
L’insularità inserita nella Costituzione «Bene, ma è solo un primo passo»
Dal Senato primo sì all’unanimità per modificare la Carta Zini: «I passaggi chiave saranno però le leggi attuative»
Antonella Danesi
Portoferraio. Il primo passo è fatto, ma il percorso è ancora lungo. Non solo perché il disegno di legge dovrà passare per due volte alla Camera e un’altra volta al Senato, ma anche perché saranno poi i decreti attuativi a dare sostanza alla modifica della Costituzione per l’inserimento del principio di insularità.
L’isola d’Elba – e così alcuni esponenti politici elbani – ha comunque accolto con favore quanto accaduto a Palazzo Madama mercoledì scorso quando il Senato ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale 865 di iniziativa popolare per la modifica dell’articolo 119 della Costituzione, sul riconoscimento della peculiarità delle isole e dello svantaggio che deriva dall’insularità. La modifica inserisce nella Carta questo testo: “La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.
Si tratta della prima deliberazione di questo ramo del Parlamento, a cui seguiranno altri tre passaggi due al Senato e due alla Camera, visto che il disegno di legge prevede una modifica costituzionale rispetto a quanto è contenuto nel titolo V approvato nel 2001, che ha soppresso la previsione di contributi speciali a favore del Mezzogiorno e delle isole.
Un traguardo storico atteso da anni dalle isole italiane, così viene considerata questa prima approvazione avvenuta all’unanimità. Insieme alle due più grandi isole d’Italia e anche dall’Isola d’Elba arrivano messaggi di soddisfazione per questa nuova prospettiva.
«Una grande novità positiva», viene definita dal sindaco di Portoferraio, Angelo Zini. «C’era la necessità di questi provvedimenti per compensare gli svantaggio che abbiamo vivendo nelle isole – commenta il sindaco – in linea con quello che sosteniamo da sempre, perché la Costituzione e la Repubblica Italiana riconoscano l’insularità. E i provvedimenti conseguenti tengano conto di questo svantaggio. Questo è fondamentale».
Anche se il riconoscimento dell’insularità nella costituzione non significa automaticamente che tutti gli svantaggi che questi territori hanno vengano risolti. «Serviranno provvedimenti specifici – continua Zini – atti del governo e a cascata di tutti gli organi statali. Se l’iter sarà completato e l’insularità sarà inserita nella Costituzione, la potremo invocare per le nostre richieste».
Già sono in itinere alcune questioni che Zini ritiene importanti per quanto riguarda l’insularità e il futuro delle isole minori, come ad esempio un confronto in atto con il Ministero di riferimento per il riconoscimento dell’Isola d’Elba e delle isole minori come aree interne. «Un provvedimento particolare – spiega Zini – ed una procedura a cui seguiranno finanziamenti ed interventi o comunque norme che regolano i servizi. Sono aspetti che fanno la differenza». Ribadisce quindi la sua soddisfazione per questo primo passo «anche se – sottolinea – sostanzialmente il quadro non cambia se non si dà seguito al principio che questo riconoscimento comporta».
La notizia dell’approvazione in senato è stata accolta favorevolmente, dal consigliere provinciale con delega agli affari dell’Elba Andrea Solforetti che quotidianamente fa i conti con tutti gli svantaggi che vivere su un’isola comporta «un primo traguardo importante perché vivere su un’isola non deve essere un limite, sia quando parliamo di continuità territoriale che di servizi complessivi. È un passo avanti in questo processo in cui sarebbe auspicabile il coinvolgimento dell’Elba visto che siamo la più grande delle isole minori e abbiamo il polso della situazione. Siamo un territorio piccolo ma più grande degli altri e ci dobbiamo misurare costantemente con i problemi».
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