Sicurezza
Il tribunale assolve Cordeddu dall’accusa di diffamazione
Portoferraio. Assolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa il giornalista Massimiliano Cordeddu, direttore del Corriere elbano dal 2015 al 2018.
Il processo che ha visto Cordeddu sul banco degli imputati è conseguente a una querela presentata nel 2017. Ad accusare il giornalista è stato Luca Bartolini, proprietario dell’Hotel Acacie a Naregno, nel comune di Capoliveri, e presidente della banca di credito cooperativo dell’Isola d’Elba.
Tutto scaturisce da quando Cordeddu, cinque anni fa, pubblicò un servizio sul periodico elbano cartaceo e un video sul web con la recensione fatta sulle Acacie dal cosiddetto “Mistery client” che aveva visitato a sorpresa l’hotel dell’imprenditore. Una recensione che l’imprenditore Bartolini ha ritenuto lesiva della «propria reputazione».
Alla fine del dibattimento per il giornalista è arrivata l’assoluzione dal processo penale in quanto, come si legge nelle motivazioni della sentenza pronunciata dal giudice del Tribunale di Livorno, Cecilia Balsamo, e depositata nei giorni scorsi, «alla luce delle considerazioni svolte deve essere esclusa in concreto l’antigiuridicità della condotta contestata e pertanto l’imputato deve essere assolto perché il fatto non costituisce reato».
In conseguenza di questo è stata rigettata anche la domanda di risarcimento del danno avanzato dalla parte civile.
«Visto l’articolo 530 del codice di procedura penale – termina la sentenza – Massimiliano Cordeddu è assolto dal reato a lui ascritto».
«Si conclude in modo positivo, anche grazie all’eccellente lavoro di difesa svolto dall’avvocato Matteo Pollastrini del foro di Livorno, questo procedimento penale a mio carico – ha dichiarato Massimiliano Cordeddu in un nota diramata agli organi di informazione –. Un finale identico a quello di tutte le altre decine di querele temerarie intentate negli anni in cui ho diretto il periodico elbano. Richieste di risarcimento danni da mezzo milione di euro senza nessun fondamento. Denunce provenienti da personaggi che miravano a intimidire me e la mia redazione, volte a farci desistere nello svolgere inchieste scomode».
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