Attenzione
Salivoli, un quartiere da mesi senza bancomat
Ci sono 12mila residenti, il 60 per cento ha più di 65 anni, gli abitanti organizzano una petizione per chiedere uno sportello
PIOMBINO. A Salivoli non c’è più un bancomat dove prelevare da inizio estate. Chi ci vive lo sa, sono rimasti i camperisti a chiedere dove possono trovare lo sportello più vicino: da raggiungere a piedi la strada è un po’ lunga pure per arrivare al Perticale, al Monte dei Paschi di prossima chiusura.
Silvano Ramacciotti e Roberto Allori, salivolesi a tutti gli effetti, si fanno portavoce del costante disagio di molti abitanti: «Situazione preoccupante – ricordano –. Da giugno non c’è più né uno sportello bancario con personale presente né un bancomat. La mancanza di questi servizi – spiegano – è un disagio forte per tanti pensionati: non tutti sono nelle condizioni di prendere un bus per raggiungere uno sportello o un bancomat in un quartiere più lontano o nel centro di Piombino».
La chiusura delle casse automatiche con la connessa riduzione delle filiali sembra un processo inarrestabile. Ma ora, per Salivoli, si fa strada l’ipotesi che sia possibile invertire marcia. Alla certezza che l’ufficio postale di lungomare Marconi non chiude si aggiunge un progetto che ne prevederebbe il trasloco in piazza Berlinguer. Idea al momento discussa solo in ambito sindacale da Sergio Ferrarini rappresentante Slc Cgil, ex direttore di Piombino, che oltre ad occuparsi dei lavoratori delle poste ha a cuore le vicissitudini della città. «Spostando l’ufficio postale nei locali lasciati liberi dalle banche – dice Ferrarini – si potrebbe magari riuscire ad assicurare l’apertura anche il pomeriggio e l’installazione di un bancomat».
Sarebbe gran cosa per i circa 12mila residenti, il 60% sopra i 65 anni, che crescono in modo esponenziale d’estate. Per questo da quando dalle due banche che aveva, Salivoli è rimasto senza, non ha mai smesso di impegnarsi per risolvere il presidente del quartiere Leonardo Martini: «Da giugno ci siamo attivati – ricorda – cercando una banca che potesse subentrare e ringrazio della collaborazione Roberta Corridori responsabile regionale Unicoop Tirreno. Ancora non abbiamo individuato nessuno. La digitalizzazione impone il taglio dei posti più periferici. Qui il problema non è l’affitto dei fondi, anzi Unicoop è disposta a venire incontro in tutti i modi a chi fosse interessato. E pur di velocizzare siamo pronti a installare un bancomat nell’ufficio del quartiere entro fine anno». Insomma gli abitanti si stanno organizzando per una raccolta firme di sollecito. Una volta tanto le forze in movimento sono tante e mirano tutte allo stesso obiettivo: più servizi e subito.
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