Sicurezza
La lunga fila per l’abbonamento del bus
Dal primo novembre distribuiti in città 2.000 biglietti urbani e 200 carnet: scorte esaurite presto nelle tabaccherie
Cecilia Cecchi
PIOMBINO. Tutto pur di procurarsi quanto necessario per viaggiare - tranquillamente - a bordo degli autobus del nuovo gestore Autolinee Toscane. Così ieri mattina, a partire dall’apertura delle 7, 30 (e fino alla chiusura, alle 18, 30) molti dei tradizionali viaggiatori col bus in città e per tutte le destinazioni della Val di Cornia sono stati ordinatamente in fila al capolinea di via Leonardo da Vinci.
«Anche perché – ricorda subito un pensionato – da quando sono entrate in vigore le normative per il controllo della pandemia da coronavirus a bordo i biglietti non si possono proprio fare più...».
Il nuovo logo Autolinee Toscane tarda a farsi notare sui mezzi mentre si sta procedendo a cancellare dalle fiancate i simboli di Tiemme spa. Accanto al casotto-biglietteria era stato montato, nei giorni scorsi, uno stand coi colori del nuovo gestore unico forse proprio con l’intento di salutare questo passaggio di consegne: ma la struttura non è già più riconoscibile, divelta dal vento di lunedì notte.
Dopo un primo giorno di nuova gestione del trasporto pubblico in Val di Cornia – il primo novembre – comunque scivolato senza grandi disagi, complice il giorno festivo, l’attività ridotta e il brutto tempo, ieri l’urgenza di mettersi in regola.
Col passare dei minuti e ottenendo chiarimenti dagli operatori in servizio e anche dagli autisti di passaggio sul piazzale, in attesa del proprio turno, “gli utenti” si rincuorano.
«Già buono che potremo contare sulle stesse linee, stessi orari, stesse fermate... è un sollievo visto che pensavo cambiasse tutto!» commenta una nonna.
«Fortunatamente mi hanno detto che anche gli abbonamenti mensili non sono aumentati – dice subito Gianina Trutulescux – da sempre utilizzo gli autobus per andare a lavorare e sarebbe stato un problema in più da mettere in conto».
Una fila ininterrotta anche perché non proprio tutti tra i maggiori frequentatori dei mezzi pubblici sanno destreggiarsi con le registrazioni web (tra l’altro sottoposte a un boom di accessi con lentezza di rete e difficoltà a rispondere celermente alle migliaia di utenti). Raggiunti – secondo i dati diffusi ieri sera – i 70mila registrati al sito at-bus.it con 28. 500 abbonamenti venduti.
Necessario per tutti avere l’abbonamento oppure anche i nuovi biglietti esauriti nelle tabaccherie già in mattinata. Tant’è che dal primo novembre in città sono stati distribuiti qualcosa come duemila biglietti urbani e 200 carnet con biglietti urbani: in pratica è stato polverizzato quanto era stato distribuito da Autolinee Toscane con l’avvio della nuova gestione.
«Sono qui questa mattina perché mi rifiuto di usare anche per prendere l’autobus il telefonino – afferma la signora Mirella –. E sono anche molto preoccupata da quando ci sono meno restrizioni anti-Covid e fanno salire in autobus parecchie più persone. Menomale, di tanto in tanto, ci sono i controlli».
Insomma una bella fetta di viaggiatori preferisce ancora in qualche modo relazionarsi con un operatore. Così, vista l’impossibilità di andare nelle tabaccherie, ci si rivolge al capolinea. «Ogni volta che c’è un cambiamento di domande ce ne facciamo tante, preoccupandosi – interviene Francesco Di Biagio – anche se spesso è inutile. Ad esempio mi hanno appena assicurato che chi non è riuscito ad utilizzare i vecchi biglietti Tiemme entro l’ultimo giorno utile, domenica scorsa, potrà richiedere il rimborso anche in questa biglietteria entro il 31 gennaio 2022. Già un bel sollievo. Ora – aggiunge – speriamo che al più presto i mezzi ormai usurati, che finiscono per rompersi sulle tratte più lunghe costringendo i viaggiatori ad aspettare e poi a cambiare autobus con il ritardo che si può immaginare, vengano sostituiti una volta e tutte». In proposito Autolinee Toscane assicura che «nel primo anno arriveranno anche in quest’area 200 nuovi autobus, 14 da subito».
Altro servizio a pag. 11
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