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L’idea degli albergatori «La gestione delle Ville a una fondazione privata»

Luigi Cignoni
L’idea degli albergatori «La gestione delle Ville a una fondazione privata»

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Neppure la ricorrenza del bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte ha smosso gli organi regionali e nazionali preposti alla gestione dei musei a prendere di petto la situazione della mancanza di un direttore responsabile (da tre stagioni il ruolo è vacante) dei due musei nazionali di Napoleone Bonaparte. Per il terzo anno consecutivo le due regge imperiali ricadono sotto la responsabilità di Stefano Casciu, direttore del polo museale della Toscana. Il quale polo ha il compito di gestire, tutelare e valorizzare 49 luoghi della cultura di proprietà statale, alcuni dei quali sono inseriti nella World Heritage List dell'Unesco. Un patrimonio culturale ricchissimo, situato nelle province di Firenze, Siena, Arezzo, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Livorno e Grosseto. Ma molti di questi musei hanno già il loro direttore. Le due regge napoleoniche dell’Elba si stanno trasformando in un caso nazionale, non avendo nessun dirigente responsabile (escluso Stefano Casciu, che risiede però a Firenze). L’importanza del soggiorno dell’Imperatore francese all’Elba cui, in base al trattato di Fontainebleau, le potenze della sesta coalizione vincitrici riconobbero la sovranità dell’Isola, è stata valorizzata dallo stesso direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, che ha fatto pervenire quest’estate alla Pinacoteca Foresiana sei opere d’arte appartenenti all’epopea napoleonica, nel quadro della filosofia degli Uffizi Diffusi. E oltre tremila visitatori si sono messi in fila per visionare le opere al De Laugier. Non c’è dubbio che Napoleone funziona da trend turistico che muove le masse e in quanto tale potrebbe essere gestito meglio. Gli albergatori hanno un’idea che non si è ancora realizzata. «Si potrebbe trasformare la gestione delle due residenze bonapartistiche – ha sottolineato De Ferrari – trasferendola da gestione romana a una Fondazione locale, magari sotto l’egida della Gat stessa. Su questo progetto, anche se c’è un consenso unanime, non si è ancora riusciti a smuovere foglia, anzi la situazione è ulteriormente peggiorata a causa delle chiusure forzate e degli accessi contingentati legati al Covid-19. Va bene che abbiamo potenziato la rete dei contatti riuscendo a realizzare filmati e documentari trasmessi su Discovery Channel, Linea Blu, film per il bicentenario di Napoleone. Ma occorre – conclude - un direttore che risieda all’Elba per vivere direttamente i problemi di ogni giorno e cercare di risolverli».

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