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Il Napoleone inedito grande appassionato di matematica e geometria euclidea

Stefano Bramanti
Il Napoleone inedito grande appassionato di matematica e geometria euclidea

Il professor Serena ha tenuto una conferenza dedicata all’aspetto meno conosciuto del grande condottiero 

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Stefano Bramanti

PORTOFERRAIO. Sappiamo molto del Napoleone imperatore, l’abile condottiero, conquistatore di mezza Europa e di donne, che poi finì per 10 mesi esiliato all’Elba. Vari gli aspetti del generale francese regnante sull’isola del 1814. Ma esiste anche un Napoleone appassionato di matematica, in grado di dare il proprio nome ad un teorema di geometria euclidea. Lo sa bene il professor Luigi Serena portoferraiese Doc e genero dell’indimenticabile Leonida Foresi, giornalista e fondatore del Corriere Elbano, anch’esso scomparso. Nei 200 anni dalla morte del noto imperatore, numerose sono state le manifestazioni a lui delicate e Serena, già docente di matematica dell’università di Firenze, ha tenuto una conferenza presso l’Università del tempo libero su quest’aspetto, non certo conosciuto dai più, riguardante il grande Còrso.

«Proprio nel periodo compreso tra la rivoluzione francese – fa notare il docente – e l’era napoleonica, è stata data all’umanità la più alta percentuale di grandi matematici in un arco temporale così breve. E anche lo stesso Imperatore era un vero appassionato di questo settore scientifico. Tra l’altro a lui è attribuito un teorema di geometria euclidea, ma intorno alla dimostrazione di tale teorema esistono più versioni. C’è chi dice che fu lo stesso generale a crearla, altri che si deve a Lorenzo Mascheroni grande matematico di Bergamo e che poi lo dedicò all’imperatore; e c’è pure l’ipotesi che fu il grande còrso a enunciare il teorema ma poi Lagrange realizzò la dimostrazione. E bisogna dire che proprio del suo esilio elbano Napoleone non fece mancare nella sua biblioteca della Villa dei Mulini a Portoferraio, proprio i volumi di Lagrange, pure quelli di Laplace e Monge, ovvero tre fra i più grandi matematici, contemporanei del generale. Quasi tutti i volumi presenti nella sua residenza elbana, furono scelti dallo stesso Bonaparte e facevano poi parte del corredo di tutta la biblioteca di Fontainebleau, che collocò in uno dei salotti della villa portoferraiese. Quei tre matematici furono docenti all’Ecole Polytechnique o all’Ecole Normale Supérieure, due importanti scuole che furono istituite durante l’epoca di cui diciamo e che hanno contribuito in maniera determinante alla formazione della grande tradizione matematica francese».

E veniamo al teorema Napoleonico di cui pubblichiamo anche il disegno geometrico dell’enunciato. Il teorema dice che se sui lati di un triangolo qualunque, ad esempio scaleno, costruiamo tre triangoli equilateri esterni al triangolo stesso e si congiungono i loro baricentri con dei segmenti, si ottiene un triangolo equilatero. Un interessante teorema di geometria euclidea che fu introdotta dai greci e che si studia nelle medie e nelle scuole secondarie superiori. «Questo teorema mette in luce l’importanza del baricentro – conclude Serena – che riveste un ruolo importante nelle applicazioni pratiche in meccanica per la stabilità dei vari meccanismi. Quindi questo teorema riguarda proprietà dei triangoli ed ha suscitato l’interesse dei matematici perché di non banale risoluzione e ne sono state fornite varie generalizzazioni».

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