Il Tirreno

acciaierie, l’attacco del “camping cig” 

«Le condizioni degli impianti sono sempre più allarmanti»

«Le condizioni degli impianti sono sempre più allarmanti»

Gli attivisti intervengono dopo l’incendio  che si è verificato alla cabina del treno rotaie e l’infortunio di un operaio al treno barre 

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PIOMBINO. «Sulla stampa troviamo conferma di quanto il Camping Cig denuncia da tempo». Così gli attivisti di Camping Cig commentano quanto accaduto negli ultimi giorni agli impianti dello stabilimento Jsw. Un incendio ha interessato mercoledì notte una cabina del treno rotaie, comportando un rallentamento della produzione. Non solo. Mercoledì un operaio si è infortunato (ha riportato ustioni a una mano e al volto) mentre lavorava a un macchinario del treno barre. «Alle acciaierie di Piombino, proprietà della multinazionale Jsw, lo stato degli impianti è preoccupante e aumentano i rischi per gli addetti – attacca il Camping Cig – dopo l'incendio al Tpp, ecco l'infortunio al Tmp. In realtà, le condizioni di lavoro stanno peggiorando ovunque e, accanto all'arroganza padronale, si registra la chiusura del governo Draghi, deciso a ripristinare la legge Fornero sulle pensioni. Intanto, il modello di produzione capitalistico avvelena il pianeta, sfruttando il lavoro umano e la natura in nome del profitto di pochissimi, i quali controllano le multinazionali».

Per questo motivo, dopo lo sciopero dell'11 ottobre del sindacalismo di base e la manifestazione nazionale antifascista del 16, il Camping Cig parteciperà pure «alla manifestazione di oggi a Roma contro le oligarchie globali del G20 agli ordini delle multinazionali. Essa deve segnare un altro passo decisivo di mobilitazione unificante pure sui temi del lavoro, contro i licenziamenti e contro le delocalizzazioni, come indica la proposta di legge elaborata dai giuristi insieme al Collettivo Gkn; contro lo sfruttamento che provoca morte e malattia nei luoghi di lavoro; per pensioni dignitose e il mantenimento di quota 100; per un intervento decisivo e decisionale dello Stato nelle realtà di crisi come Jsw. Una lotta che apra finalmente la prospettiva dello sciopero generale nazionale, di tutte le categorie e di tutte le sigle sindacali disponibili, e comporti il ritiro delle firme sindacali dal cosiddetto accordo del 29 giugno, che ha sbloccato i licenziamenti».



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