Lutto
Teatro dell’Aglio tiene il punto e replica al sindaco «Troppa sufficienza»
Caduta nel vuoto la proposta di collaborazione al Comune per un bando con cui finanziare i lavori di ristrutturazione
PIOMBINO. «Dispiace che Francesco Ferrari ci risponda, anche con un po’ di sufficienza, sui social network. Avrebbe potuto rispondere, cosa che non ha mai fatto, alla lettera che avevamo inviato via posta elettronica certificata». È la risposta che il Teatro dell’Aglio dà al sindaco di Piombino Francesco Ferrari, altro capitolo della polemica sulle condizioni dell’ex Circolino di via Piave.
«Il possibile finanziamento cui ci riferivamo – spiega Maurizio Canovaro, presidente Teatro dell’Aglio – era stato bandito con il Dpcm del 21 gennaio scorso. Al momento in cui scrivevamo era in corso e sarebbe scaduto quasi due mesi dopo. Nella nota avevamo indicato la possibilità di interventi coordinati che avrebbero permesso di trovare fondi anche per il polo culturale, che improvvisamente adesso è diventato una priorità. Non solo. Nella nostra proposta indicavamo strumenti normativi ben precisi, ovvero un percorso di coprogrammazione e coprogettazione previsto dal codice del terzo settore, che il Comune dovrebbe conoscere visto che ha usato quello stesso strumento per assegnare 40mila euro a un’associazione di promozione sociale per uno studio sulle torri costiere».
All’associazione non è andata giù la presa di posizione del sindaco che ha detto come il Teatro dell’Aglio «fa proposte generiche senza un progetto per avere una sede. È quanto mai inesatto: in questo momento la nostra associazione gestisce i teatri di Campiglia, Cecina e Fauglia. Di sedi ne abbiamo di avanzo, ma il Circolino è un luogo del cuore per i piombinesi e per noi. Infine una precisazione: forse non abbiamo scritto con chiarezza che il bando su cui il Comune di Follonica ha ricevuto i finanziamenti era del 2015, ma bastava aprire il post. Il bando 2021, quello cui il Comune di Piombino non ha partecipato, aveva però la stessa motivazione “Contributo per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale”».
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