Il Tirreno

La storia 

Maya dalla Sicilia all’Elba per trovare una famiglia

Stefano Bramanti
Maya dalla Sicilia all’Elba per trovare una famiglia

La cucciola viveva nel canile di Caltanissetta e ha raggiunto la casa di Portoferraio con una staffetta di solidarietà lungo lo stivale per aiutare i cani abbandonati

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Stefano Bramanti

Portoferraio. Le vie della solidarietà sono infinite e in questo caso hanno unito due isole: la Sicilia e l’Elba. Lo sanno bene i portoferraiesi Antonella e Marco Scutaro. In una sera dei primi di ottobre, i coniugi preso il traghetto lasciando i loro giovanissimi figli Mattia e Martino ai nonni. Un sacrificio necessario perché, sbarcati a Piombino, hanno raggiunto con l’auto Siena per incontrasi alla una di notte con dei volontari che, con una lunga staffetta iniziata dal canile di Caltanissetta, consegnano attraverso lo Stivale cani abbandonati. Ai due portoferraiesi hanno offerto Maya, meticcia neonata che ha sei “fratellini” a Delia in provincia di Caltanissetta. Il finale era già scritto: la cucciola è stata adottata ed è ora all’Elba.

Quando Marco l’ha presa in braccio la prima volta, la cagnolina gli ha regalato una leccatina. Quasi un ringraziamento per l’ingresso nella loro famiglia. «Maya è entrata nei nostri cuori per sempre», ci ha detto Antonella. Quella stessa notte la coppia e la cucciola sono tornati a Piombino e si sono imbarcati per l’Elba alle 5,30. «Un viaggio- prosegue l’estetista- in grado di far crescere la nostra felicità. Spero che altri facciano adozioni di randagi: da sempre i cani danno molto a noi umani».

Antonella si definisce ora mamma di Maya, la cagnolina siciliana meticcia color ruggine. Ora ha circa tre mesi, è irrobustita, è bellissima e dolcissima. Ma come è iniziata questa storia? «Su Facebook ho visto immagini di quei sette cuccioli – dice la donna – e mi sono innamorata della cagnolina Maya dagli occhioni verdi. Ho chiamato in Sicilia e mi è stato confermato che era adottabile. Sono state avviate le pratiche dell’adozione e poi col viaggio a Siena l’abbiamo accolta. Sensazioni bellissime».

Un ruolo chiave, in Sicilia, lo ha avuto Manfredi Marchese, che gestisce un terreno pieno di mandorli nella zona di Delia. Mentre lavorava la terra, ha incontrato ed è diventato amico di Frankie, una cagnetta randagia che ha partorito sette cuccioli stupendi. «Il parto – spiega Manfredi – è avvenuto in un podere confinante e mi è stato subito chiarito dai proprietari che non avevano intenzione di accudire i cuccioli. Poi Frankie è scomparsa da un giorno all’altro per cui ho seguito io i cuccioli spaesati ed affamati. Col passare dei giorni ho dovuto prendere la decisione di affidare i cuccioli al canile di Caltanissetta d’intesa con l’associazione “Oasi dei Pelosy”. Il problema del randagismo in Sicilia è grande. Per fortuna ci sono questi volontari. Quando Antonella ci ha detto che voleva adottare Maya per me è stata una gioia. E ora sono felice di sapere che è amata all’Elba».

«Ci siamo interessati a questo caso – racconta Sara Canizzaro, dell’associazione “Oasi dei Pelosy” – con altre volontarie, compressa mia madre Alessandra che cura i contatti per le adozioni, ma anche Armando e Sabrina di “Randagini sotto un tetto. Da 15 anni gestiamo un nostro rifugio con 28 cani adulti in cerca di una casa. In estate Manfredi ha chiesto aiuto perché la cagnolina randagia, Frankie, aveva partorito sette cuccioli. Gli abbiamo consigliato di portarli al canile di Caltanissetta. Poi abbiamo lanciato con Instagram e Facebook l’appello per farli adottare e si sono fatti avanti Antonella e Marco da Portoferraio. Dopo le verifiche col pre affido, per esser certi dell’idoneità di chi accoglie il randagio, una staffetta multipla ha portato Maya alla sua nuova famiglia. Adottiamo i cani randagi, sono una vera risorsa d’amore».

«Ora Maya è felice e cresce bene – conclude Antonella –. Sa stare seduta, obbedisce agli ordini, e mugolando fa capire di cosa ha bisogno. Ha il nostro giardino a disposizione ma sta volentieri in casa. È molto intelligente e i nostri figli l’adorano. Ringraziamo gli amici siciliani che ci hanno permesso l’adozione».

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