Affidato alla Diderot l’incarico per catalogare il Fondo Foresi
Luigi Cignoni
PORTOFERRAIO. È la cooperativa Diderot con sede in piazza Attias a Livorno che ha ricevuto l’incarico dall’amministrazione comunale di catalogare 332 volumi del Fondo Foresi conservato nella biblioteca Foresiana. La spesa prevista (si parla di mille e 659 euro) è stata interamente finanziata dalla Regione Toscana. «La Biblioteca comunale Foresiana – si legge nella determina firmata dal dirigente dell’area 3 della Biscotteria, Carlo Tamberi – è così nominata per rendere omaggio a Mario Foresi, l’intellettuale elbano e fiorentino che donò oltre 14 mila volumi alla biblioteca comunale. Ora, un certo numero di libri risulta essere già catalogati. Si avvertiva però la necessità di continuare la catalogazione del suddetto fondo librario».
Fra i pezzi di un certo valore conservati a Portoferraio, una menzione particolare la meritano le cosiddette cinquecentine che il collezionista Mario Foresi è riuscito a raccogliere e mettere insieme. Sono effettivamente un pezzo di grande valore librario che, dopo la catalogazione, potrà essere finalmente messo a disposizione a studiosi, studenti universitari o semplici ricercatori. Del resto la stessa cooperativa livornese non è la prima volta che assolve a un incarico di catalogazioni di volumi storici.
Nei mesi precedenti infatti, allo scopo di valorizzare tale importante patrimonio e in occasione del bicentenario di Napoleone all’Elba, il Comune di Portoferraio aveva affidato sempre alla Diderot la catalogazione del fondo antico presente presso la biblioteca della Palazzina dei Mulini e al momento della fuga di Napoleone Bonaparte dall’Elba lasciato in eredità alla comunità isolana, costituendo il primo nucleo librario di quella che successivamente diventerà la biblioteca Foresiana. Il personale specializzato della cooperativa livornese si è trovato a misurarsi con preziose monografie del XVIII-XIX secolo. Inoltre il nucleo librario de’ Mulini è composto, tra l’altro, da opere provenienti da Fontainbleu, giunte sull’isola con i bagagli dell’Imperatore e ben riconoscibili grazie allo stemma imperiale.
Altri volumi antichi di vario genere, invece, sono frutto dell’ampliamento della raccolta a cui collaborò lo zio dell’imperatore, il cardinale Fesch, e recano lo stemma cardinalizio.
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