Gioco
Una rosa nella stiva del piroscafo Sgarallino per le vittime innocenti nel fondo al mare
Cerimonia a 70 metri di profondità al largo della baia di Nisporto La missione col drone dei ragazzi “Carducci Volta Pacinotti” è un successo
il racconto
Cecilia Cecchi
Coro di sirene, applausi. E il finale in diretta: la rosa sfaccettata di specchi adagiata dal robottino – guidato dagli studenti Federico Barsotti, Gabriele Vanni, Francesco Mori, Mattia Sottile – nel cuore della nave, a 70 metri di profondità, al largo della baia di Nisporto. È il modo originale scelto per ricordare una tra le più grandi tragedie della seconda guerra mondiale in perdite civili nel nostro mare, il siluramento del piroscafo Andrea Sgarallino dopo l’armistizio. L’emozione della memoria si respirava già sul porto di Piombino – qui il saluto del sindaco Ferrari – mentre gli studenti Ipsia Volta preparavano il drone (costruito nei laboratori del “Carducci Volta Pacinotti”). «Abbiamo realizzato il progetto – dice Michele Collavitti, professore di elettronica all’Ipsia, da sempre alla “direzione” del team addestrato alla guida – puntando a fare questa celebrazione, con continua preparazione e due rinvii per Covid. Per lasciare qualcosa di bello nella stiva ci siamo rivolti all’artista piombinese Lara Androvandi che ha creato appositamente la “rosamaris”. Il timore? – prosegue – Che l’originale della rosa, mai provata nei test, con resina specchio e vetro colorato galleggiasse. La rosamaris è stata accompagnata lentamente. Una volta scesi col rov (il drone subacqueo) sullo Sgarallino è stata intravista la prora squarciata per l’esplosione di un siluro. È stato commovente vedere in diretta questa nave dove sono morte così tante persone anche legate a famiglie che conosciamo. Fatti rilievi, finché i ragazzi hanno individuato la stiva. La nave poggia su un fianco e i ragazzi si sono avvicinati con cautela evitando reti da pesca avvolte allo scafo. Un’operazione millimetrica che abbiamo compiuto girando il muso del robot. All’interno della stiva, grazie alla pinza, è stata fatta poggiare la rosa. Tutto è stato ripreso dalle telecamere in un video presto online a disposizione di tutti per non dimenticare queste vittime».
Tra i progetti anche un documentario, memoria per queste e per tutte le vittime del mare.
«Abbiamo ritrovato – conferma Collavitti – la targa di marmo lasciata sul piroscafo dai “Tre delfini”, che ancora resiste. Con la differenza che Milco Tonin, Claudio Gennai e Sandro Leonelli andarono giù con le bombole in un’immersione pericolosa da bravi professionisti come sono. La tecnologia va avanti e 20 anni dopo abbiamo rifatto la solita cerimonia utilizzando i robot e loro sono stati sempre al nostro fianco». Grande partecipazione: Comune di Portoferraio e Piombino, a bordo anche il sindaco Zini e l’assessore Cresci, per l’istituto le dirigenti (ex) Raimo e Zottola, Lions con Botteghi, Capuano per l’Autorità portuale, Canovaro in veste di storico e troupe Rai. «Capitaneria, guardia di finanza, ormeggiatori, società molto 77, grazie a quanti hanno contribuito al successo della missione – conclude Collavitti – giusto completamento di un percorso di studi, piccoli fallimenti, ma senza mai abbandonare il punto di arrivo». “Una carezza sul fondo del mare”: più che il titolo di un evento.
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