Attenzione
Scavi archeologici Il progetto giardino
Installata la recinzione alla Pulledraia mancano i pannelli Sistemazione provvisoria al Mausoleo romano di Caldana
Manolo Morandini
VENTURINA. Un primo tassello per dare forma al giardino archeologico di Venturina Terme. Un cantiere visitabile e leggibile, a fronte di campagne di scavo che proseguiranno nei prossimi anni. Nell’area della Pulledraia il terreno è stato recintato. “Il primo obbiettivo è stato raggiunto – afferma l’assessore alla Cultura Gianluca Camerini – Nelle prossime settimane cominceremo a predisporre la pannellistica, in previsione dell’apertura dell’area al pubblico».
A breve rivedremo anche gli archeologi al lavoro. «Lo scavo riprenderà nei prossimi mesi – annuncia Camerini –. È comunque già visibile da fuori, lungo tutto il perimetro della recinzione. Ringraziamo chi ha contribuito al raggiungimento di questo primo importante passo. La famiglia Berrighi proprietaria del terreno per l’estrema disponibilità, Trust Sostratos per la certosina sistemazione del cantiere, Cave di Campiglia che ha fornito la ghiaia e i mezzi, Gruppo Imprese che ha generosamente donato i materiali e la fantastica squadra degli operai del Comune che ha eseguito il montaggio con solerzia».
Da giovane paese cresciuto a lato dell’Aurelia, Venturina Terme scopre di avere radici antichissime. Dopo la campagna 2020, diretta dalla Soprintendenza e finanziata dal Trust Sostratos, durante la quale sono state condotte indagini nelle tre aree Pulledraia, Mausoleo romano di Caldana e area della Via Aurelia/Aemilia Scauri, i saggi sono ripresi quest’anno alla Pulledraia dove il gruppo di studio ha rinvenuto sepolture che rivelano la presenza di una estesa necropoli di età romana e tardoantica in prossimità del tracciato della Via Aurelia. È scavando per riportare alla luce le sepolture che gli archeologi sono arrivati a intercettare la strada, che ha un aciottolato largo 4 metri. L’andamento è serpeggiante per la necessità di restare lontano dalle aree impaludate e spiega l’orientamento delle sepolture. Si tratta dell’Aurelia oppure della Aemilia Scauri, ma è presto per dire con certezza a chi si deve la costruzione della strada. L’altro dato è che corre in parallelo al tracciato dell’Aurelia, quello attuale, noto dal Seicento.
A fronte di scavi che andranno avanti nei prossimi anni l’obiettivo è di avviare una sorta di musealizzazione per rendere fruibile la parte scavata, una specie di cantiere aperto con pannelli che aiutino il visitatore a leggere il sito. Cuore del progetto del giardino archeologico è il Mausoleo romano di Caldana. Il colpo d’occhio ad oggi non è dei migliori. Ma l’assessore Camerini annuncia una prima sistemazione del sito in attesa dell’intervento definitivo. «Nei prossimi mesi sarà sistemata l’area di scavo, che necessità di un intervento più complesso e articolato attualmente in fase di progettazione». L’obiettivo è di sistemare l’area asportando la terra fino a raggiungere il livello della banchina di tufo. È a questo livello che si trovano la tomba scavata e i pozzetti di età villanoviana che, portano indietro di altri mille anni rispetto al contesto romano, e dimostrano una continuità di frequentazione di questi luoghi da epoca antichissima. Una zona sacra, legata al culto delle acque termali e usata per secoli per le sepolture dei defunti. C’è anche un altro dato sottolineato da Camerini: «Il mausoleo nel contesto toscano è l’unica testimonianza di questo genere, per trovarne altri si deve andare in Lazio o in Umbria».
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