Sicurezza
Ferrari difende l’assessora Bezzini «Con lei la svolta per l’ambiente»
Ascolta Piombino presenterà venerdì la richiesta di dimissioni «Agisce con dogmi ideologici e presunzione di conoscenza»
PIOMBINO. Dopo la richiesta delle dimissioni avanzata da Ascolta Piombino, anticipata dal Tirreno di ieri, in difesa dell’assessora all’Ambiente Carla Bezzini scende in campo direttamente il sindaco. La nota di Francesco Ferrari contiene allusioni a interessi non meglio identificati che la lista di minoranza vorrebbe proteggere.
«Per accusare Carla Bezzini di incompetenza e poca coerenza ci vuole coraggio, il coraggio di qualcuno che, evidentemente, non ha più le stesse priorità di questa amministrazione, ovvero la tutela dell’ambiente e dei cittadini. Quindi, la domanda è: adesso di chi rappresenta gli interessi Ascolta Piombino se non difende i cittadini e il territorio?», afferma.
«L’ufficio Ambiente sotto la guida di Bezzini – prosegue il sindaco – è riuscito a raggiungere risultati impensabili su progetti di bonifica fermi da decenni».
«Le discariche di Poggio ai venti – si legge nella nota – erano abbandonate da oltre vent’anni. Su quelle due discariche dismesse non erano stati fatti neanche i monitoraggi prescritti dal Ministero e ora ci avviamo verso un bando europeo attraverso il quale saranno affidati i lavori di bonifica. Per fare ciò ci siamo dotati del supporto di un soggetto specializzato. Probabilmente si sarebbe preferito continuare ad attendere un intervento della Regione o del Ministero».
«Noi – prosegue – abbiamo ripreso in mano i progetti e avviato i necessari percorsi per riprendere la titolarità dell’intervento ed eseguirlo. Tra l’altro, quando la giunta ha approvato le delibere Riccardo Gelichi, espressione di Ascolta Piombino, era assessore con delega ai Lavori pubblici. Ascolta Piombino è male informata: anche il percorso per la bonifica dei sei siti inquinati che menzionano nella mozione è già stato avviato. Anzi, due di quei siti sono già stati bonificati mentre per gli altri quattro siamo in attesa di una risposta da parte del Ministero.
Per quanto riguarda Rimateria, altro tema sollevato dalla mozione, «questa amministrazione ha perseguito l’obiettivo che la città le ha consegnato: evitare che Piombino diventasse sinonimo di rifiuti. Quella società privata era indebitata fino al collo a causa della mala gestione di chi l’ha guidata e della politica che ne ha avallato le scelte scellerate. Ci sarebbero state opzioni diverse dal fallimento? È probabile, ma la decisione non è stata e non poteva essere del Comune».
La lista Lavoro e ambiente parla di motivazioni pretestuose e riprende i concetti espressi dal sindaco per poi sottolineare che Bezzini «coerentemente con il mandato elettorale, ha anteposto la tutela dell'ambiente e l'interesse generale a quello privato. È motivo questo per ringraziarla e non per chiederne le dimissioni».
Pronta la replica di Monica Bartolini che per Ascolta Piombino presenterà la richiesta nel consiglio comunale di venerdì. «Da Ferrari un attacco scomposto e fuori luogo», esordisce, per poi aggiungere che «Quello pubblicato non è un comunicato politico, è una notizia di stampa. Il giorno dopo, non Bezzini, ma il sindaco di tutti, utilizza la sua pagina Facebook di sindaco, per attaccarci politicamente e chiedersi addirittura a quali interessi Ascolta Piombino, potesse fare riferimento sulle questioni ambientali con quella mozione. Una caduta di stile e un’arroganza che non ci meraviglia, già vista. Abbiamo toccato un nervo scoperto. La linea Bezzini sull’Ambiente – chiude – è stata da subito totalmente sbagliata, perché dettata da dogmi ideologici e presunzione di conoscenza priva di qualsiasi fondamento oggettivo. Che cosa abbiamo oggi, dopo due anni e mezzo, sotto il profilo ambientale in più rispetto a “quelli di prima”? Niente, anzi è peggiore. L’impedimento del raddoppio della discarica, già scongiurato dalla Regione è stato il grande spauracchio sbandierato al vento da Ferrari che confonde la tutela dell’Ambiente con la propaganda elettorale. Attendiamo nel dibattimento in aula, qualche elemento oggettivo che non sia solo fumo negli occhi».
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