La protesta
Dignità, doni e i punti per i beni alimentari Così funziona l’emporio della solidarietà
Ecco come è articolato il servizio progettato dalla Caritas per far fronte al drammatico aumento delle richieste di aiuto
Sara Chiarei
PIOMBINO. Dignità e dono, sono queste le parole chiave che ben descrivono il significato del progetto della Caritas diocesana inaugurato pochi giorni fa in via Don Minzoni, 64. La struttura, intitolata a Maria Pisani, offre due servizi distinti realizzati grazie all’otto per mille dei contribuenti. Si tratta di un emporio dove poter reperire beni alimentari di prima necessità e di un armadio di comunità (sul retro). Ambedue sono gestiti dai volontari della Caritas e quelli della San Vincenzo de Paoli e nascono per rispondere all’urgenza di tamponare un’emorragia sempre più vasta, quella relativa al crescente numero di indigenti. Il primo Emporio in Italia è nato a Genova nel 1997 ma il vero boom è stato censito dal 2016 in poi, mentre il Covid ha purtroppo inciso moltissimo sull’incremento di persone o famiglie in difficoltà, magari rimaste senza occupazione, che quindi necessitano di aiuto. «L’otto per mille è la base dalla quale partire – sottolinea Andrea Bimbi, operatore Caritas – ma è ovvio che abbiamo bisogno della generosità della popolazione. Entrambi i progetti fanno parte delle cosiddette “opere segno” ovvero la presenza viva della carità in una comunità. La Caritas avvia progetti che hanno appunto lo scopo di stimolare la comunità, proprio in questo senso è necessario l’intervento della cittadinanza».
Cuore nevralgico dell’attività della Caritas è il centro di ascolto che a Piombino si trova in via Buozzi. In pratica, chi ha bisogno si reca allo sportello e gli operatori si prendono cura in primis della relazione. Dopo un primo ascolto, basato sulla conoscenza e lettura delle necessità, se si ritiene necessario un aiuto alimentare, la persona otterrà una tessera che gli consentirà di recarsi all’emporio solidale dove potrà scegliere tra gli scaffali ciò che gli occorre realmente, evitando qualsiasi possibile spreco. Il pacco potrebbe in effetti contenere prodotti che la persona non è solita consumare. «Vuole essere anche un percorso educativo – continua Bimbi – volto a far capire alle persone come gestire e ottimizzare le proprie risorse, un modo per restituire loro maggiore dignità. Le persone vengono aiutate con pasti caldi, con aiuti economici per il pagamento delle bollette o con i pacchi alimentari. A Piombino si contano circa 850 persone bisognose, e a un centinaio di queste (circa 30 famiglie) verrà proposto di convertire i pacchi in punti per “fare la spesa” all’emporio. Punti che vanno in base ai componenti del nucleo familiare ed aumentano in caso di bambini».
Su ogni prodotto è stata fatta una media in base ai prezzi della grande distribuzione e dei discount, chiaramente sotto un pacco di biscotti non si troverà scritto ad esempio 2 euro bensì 2 punti. Ogni persona o nucleo familiare dispone di un massimale di crediti spendibili nell’arco di un mese e che verranno depennati automaticamente ogni volta che si recherà all’emporio. In base all’ultimo monitoraggio cui ha partecipato la Caritas diocesana sulla base dei dati raccolti presso i vari centri di ascolto parrocchiali e territoriali che si trovano a Donoratico, Venturina, Piombino, Follonica e isola D’Elba, è emerso che nel periodo compreso tra il 30 settembre 2020 e il 30 marzo 2021 sono state complessivamente 1.790 le persone che hanno richiesto aiuto, di cui il 57 per cento stranieri, il 45 per cento donne e, dato davvero eclatante, ben 497 di questi appartengono ai “nuovi poveri”, ovvero soggetti che si sono rivolti alla Caritas per la prima volta.
L’aumento più importante di nuovi poveri si ha a Venturina (38 per cento), seguita da Follonica (34 per cento) e Piombino (30 per cento).
All’Elba, probabilmente perché le chiusure causate dalla pandemia si sono concentrate nel periodo invernale, il tasso di nuovi poveri si ferma al 10%. Come detto i due progetti necessitano del sostegno concreto della gente, in tal senso per ricevere e donare vestiti l’Armadio della comunità è aperto il lunedì e giovedì dalle 9 alle 13 in via Don Minzoni (accanto alla chiesa). La raccomandazione è che i vestiti siano puliti, lavati e in buone condizioni, in caso contrario verranno smaltiti dalla Coop. Nuova Giovanile. Quanto all’Emporio invece l’accesso è consentito solo previo colloquio presso il centro di ascolto Caritas in via Buozzi, per appuntamento 0565 221252.
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