Il Tirreno

Campo nell’Elba 

Il cippo abbattuto a Sant’Ilario durante il rally

Luigi Cignoni
Il cippo abbattuto a Sant’Ilario durante il rally

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Luigi Cignoni

SANT’ILARIo. Un fuoristrada del tutto imprevisto per un equipaggio del rally storico che si è chiuso recentemente. Oppure una manovra azzardata del pilota per la velocità sostenuta quando la vittoria si decide nell’ordine di decimi di secondo. O forse la mancanza di conoscenza del tracciato. Il risultato di un tornante mal impostato ha fatto sì che il cippo altimetrico che si trova sulla sommità del monte Perone sia rovinato per terra.

A giudicare dalla consistenza del pezzo di granito il colpo che ha preso la macchina non è stato certo di second’ordine. I danni dovrebbero aver compromesso l’esito della gara e di conseguenza anche il risultato finale dell’equipaggio. Nessuno finora se ne era accorto. Poi è intervenuta Ileana Enko Mondin, di Trezzano sul Naviglio (Milano), che sul suo profilo Facebook ha postato la foto aggiungendo il commento: «I turisti si fermano e fanno foto. Sarebbe bello che venisse ripristinato anche in onore e in memoria degli scalpellini dell’Elba che lo realizzarono».

Come darle torto. L’appello è stato immediatamente ricevuto da Gianmario Gentini, referente della Protezione civile dell’Elba occidentale, che ha condiviso in men che non si dica, sempre sui social, il messaggio (con la relativa foto) e la notizia in un baleno si è diffuso.

Del resto il cippo di pietra è situato sulla sella del Monte Perone. Ed è stato collocato in quella posizione negli anni immediatamente seguente alla seconda guerra e segna quota 630 metri sul livello del mare, che è la misura ufficiale del monte che segna il confine tra il versante sud e quello nord dell’Elba occidentale. Che è la massima altezza che raggiungono le strade della Provincia all’Elba.

Silvestre Ferruzzi, appassionato di storia locale con all’attivo diverse pubblicazioni che riguardano questo versante dell’Isola fa osservare che è già la seconda volta che il cippo altimetrico viene investito da macchine del Rally. La volta precedente risale a neppure due anni fa. Ma fu rimesso adeguatamente al suo posto.

Altrettanto si potrebbe fare oggi, come segno di rispetto nei confronti degli scalpellini di San Piero che lo hanno lavorato, come ha scritto Ileana Enko Mondin.

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