Il Tirreno

Certificazione verde al via 

I no pass: «Tamponi impossibili all’Elba» L’Asl: «Servizio attivo in tutta l’isola»

Stefano Bramanti
I no pass: «Tamponi impossibili all’Elba» L’Asl: «Servizio attivo in tutta l’isola»

Il comitato “Libera scelta” contesta la disponibilità dei test Chetoni: «Si possono fare ovunque e anche a basso costo»

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Stefano Bramanti

Portoferraio. Ormai il dado è tratto: è scattato l’obbligo del Green pass per accedere sul posto di lavoro. La certificazione verde può essere ottenuta attraverso la vaccinazione contro il Covid 19 o effettuando un tampone molecolare ogni 48 ore. Ed è proprio sulle presunte difficoltà a effettuare i test per rivelare il nuovo coronavirus che si concentrano le polemiche del comitato “Libera scelta” che raggruppa lavoratori dell’isola vaccinati e non. Difficoltà che, in attesa di ciò che potrebbe emergere oggi, non erano riscontrate fino alla giornata di ieri dall’Asl.

«Nell’isola ci sono circa cento insegnanti, educatori e in generale personale della scuola che vuole accedere al lavoro facendo il tampone ripetutamente perché ha scelto di non vaccinarsi – rivela Noemi Alessi di “Libera scelta”, comitato di cui è presidente Nino Spada di Portoferraio –. Esistono inoltre molti altri lavoratori delle altre categorie che sono nella stessa posizione. La situazione è che non riusciamo ad eseguire il tampone in tempo e regolarmente».

In particolare “Libera scelta” sostiene che le fare un tampone all’Elba sia difficile se non impossibile perché spesso le farmacie o altri soggetti che li eseguono, hanno posti prenotati fino a fine mese. «Ad esempio – sottolinea ancora Alessi – la farmacia Giusti è bloccata, perché ha già tutto prenotato fino a fine mese ed è una delle poche che applica un prezzo un po’ calmierato di 15 euro come pure il laboratorio Responso con altre liste lunghe di prenotati. C’è una docente che è arrivata con un tampone dalla Sicilia e ha preso servizio, ma la situazione isolana non le consente di poter fare il tampone regolarmente. Il rischio è di dover andare magari a Piombino e l’insegnante ha detto che non potrà rimanere in servizio».

I no pass elbani contestano anche il costo dei tamponi «in media 35 euro». Per la Asl, invece, il sistema sanitario elbano è in grado di rispondere alle richieste sia in termini numerici sia in termini di costi competitivi.

In ospedale si fanno circa 50 tamponi al giorno riservati a chi non può fare il vaccino per motivi di salute o per verificare il contagio o la guarigione dal Covid-19. Per tutti gli altri non ci sono solo le farmacie ma anche i medici di base e diverse associazioni di volontariato.

«Sul territorio – sottolinea Fabio Chetoni, il direttore dell’Asl della zona elbana – abbiamo vari medici di famiglia e associazioni che fanno il tampone quella di Portoferraio. Ma ci sono anche alcuni laboratori privati e numerose farmacie. In pratica si può fare il testi in ogni Comune. C’è la Giusti, Lazzeri, quella di San Piero, Lenzi, a Lacona, la farmacia Magi e tra gli ambulatori privati Elbalife, Medic Art e Lab».

Chetoni sottolinea anche come ci siano diverse opportunità per quel che riguarda i costi del tampone: «Come segnala chi non si vaccina, spesso il costo è di 35 euro ma è possibile effettuare tamponi a 18 euro in particolare a Marciana e Marciana Marina, ma anche la Misericordia di Rio e Cavo».

Insomma, le soluzioni all’isola d’Elba sembrano esserci.

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