Sicurezza
«Alla stazione una piazza con verde e parcheggi»
Lettera aperta alla sindaca Ticciati in vista del piano operativo «Ora quell’area è un luogo poco sicuro e inquietante»
Annalisa Mastellone
CAMPIGLIA. Una piazza con verde pubblico, parcheggi, e nuove funzioni attrattive e attività di gestione. È questa la riqualificazione che secondo il Comitato per Campiglia sarebbe necessaria nell’area della stazione. Un nuovo disegno in una lettera aperta che indica alla sindaca note e suggerimenti, invitandola a tenerli presenti nella redazione del piano operativo in relazione allo scalo campigliese. La premessa è che il completamento di quella lottizzazione di 100mila metri quadrati (convenzionata ad aprile 1999) «non è mai avvenuto – scrive il CxC – e il tutto si è ormai configurato come un errore di pianificazione clamoroso che, accompagnato da un progressivo impoverimento dei servizi (scomparsa della Polfer, riduzione drastica della presenza in biglietteria, chiusura dell’edicola), hanno fatto dell’area della stazione un luogo poco sicuro e abbastanza inquietante».
Una “soluzione” dovrebbe essere trovata col nuovo piano operativo e il nuovo piano strutturale intercomunale che vede la stazione «destinata a assumere una funzione centrale nell’assetto complessivo del circondario», avendo un ruolo di riferimento. Oltre al potenziamento della stazione e il miglioramento della connessione tra lo scalo di Campiglia e Piombino, il piano operativo, precisa il Comitato, definisce interventi integrati di riordino urbano dell’intero ambito, valutando l’esigenza di potenziare il parcheggio internodale (ferro/auto privata/mezzi pubblici su gomma), migliorare la connessione con la rete di mobilità ciclabile e la qualificazione del servizio pubblico locale e dei servizi connessi (informazione turistica, commercio al dettaglio). «Durante il percorso partecipativo per la redazione del piano operativo, in occasione di un incontro web – si legge nella lettera – è emerso che un intervento fondamentale per raggiungere tali obiettivi, è la realizzazione dello scavalcamento della nuova Aurelia e il collegamento con Venturina Terme già previsti nel regolamento urbanistico d’area. Opera che avrebbe dovuto essere realizzata insieme alla privatizzazione dell’Aurelia, che fortunatamente non è avvenuta comportando però anche la mancata realizzazione di questo collegamento. Considerando il costo di realizzazione, insostenibile per un solo comune, il CxC propone che i finanziamenti dell’opera vengano inseriti nell’elenco di opere che Eugenio Giani e Gianni Anselmi, in occasione della chiusura della Festa dell’Unità a Venturina Terme, hanno proposto di realizzare con i finanziamenti del recovery fund».
Il Comitato propone poi che nelle previsioni del nuovo piano operativo siano ridotte le aree edificabili e che l’ampia area compresa tra la stazione e il nuovo albergo sia destinata a fermata autobus, ampi parcheggi pubblici e piazza con verde pubblico. «Bisogna inoltre, secondo CxC, avviare «attività di gestione e inserimento di funzioni pregiate e attrattive, che può avvenire solo grazie alla collaborazione con Regione, Provincia e tutti i Comuni della Val di Cornia».
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