La protesta
Sala della musica, le ditte rinunciano e saltano i lavori di riqualificazione
L’edificio a settembre 2018 è stato dichiarato pericolante Sull’appalto defezioni legate ai rincari delle materie prime
Manolo Morandini
VENTURINA. Non c’è pace per la Sala della musica. L’attesa riqualificazione slitta ancora. Tutte le ditte in corsa si sono sfilate. Motivo? Il continuo aumento dei prezzi delle materie prime rispetto a quanto stimato nel progetto, datato marzo 2019. Si sono fatti due conti e le offerte economiche presentate per aggiudicarsi l’appalto a detta dei titolari delle imprese non sarebbero più economicamente sostenibili.
Lo scenario è a tinte fosche per chi attende l’avvio di lavori, più volte annunciati e rimandati. «Tutte le imprese partecipanti alla procedura concorrenziale di richiesta di preventivi per affidamento diretto, hanno mostrato della documentazione relativa a importanti problematiche a livello nazionale relative al costo delle materie prime, e non dipendenti da omissioni o errori progettuali», si legge nella determina numero 453 del 28 settembre a firma del dirigente del settore Assetto del territorio del Comune di Campiglia Marittima.
Nei due anni e mezzo trascorsi dall’approvazione del quadro economico dei lavori da parte della giunta comunale ha pesato la pandemia da Covid-19. Dapprima ha rallentato e poi fatto saltare il calendario per la sistemazione della Sala della musica. A ruota è arrivata anche la crisi di prezzi delle materie prime.
A fronte dell’investimento che sfiora i 300mila euro l’amministrazione comunale ha deciso di ripartire i lavori in più interventi. Il progetto, firmato dallo studio Emme di Rosignano Marittimo, è stato rimodulato e diviso in due parti: messa in sicurezza e ristrutturazione edilizia e a seguire riqualificazione, per un importo di 212mila euro il primo e di 74mila il secondo, che potrà essere finanziato ed eseguito successivamente senza precludere nel frattempo l’utilizzo dell’immobile.
La Sala della musica è stata dichiarata inagibile e chiusa a settembre 2018, per alcune fessure sui muri portanti che ne hanno compromesso la stabilità. Ad aprile 2019 l’annuncio dell’allora sindaca Rossana Soffritti di avvio dei lavori a maggio di quell’anno, che non sono mai cominciati. Insediata la nuova giunta a giugno 2019, la situazione è stata presa in carico dall’assessora Elena Fossi. Ma i tempi si sono allungati per l’attesa dei pareri del Genio civile, arrivato a ottobre 2019, e dei Vigili del fuoco, che è arrivato a marzo 2020. Poi l’emergenza sanitaria che ha fermato l’avvio dell’opera.
Tre anni di inciampi. La Sala della musica è stata chiusa con ordinanza della sindaca di Campiglia Soffritti il 14 settembre 2018. Il 7 marzo dell’anno successivo è stata affidata all’Emme Studio di Rosignano la progettazione esecutiva della messa in sicurezza dell’edificio e il 10 aprile 2019 la giunta comunale ha approvato i quadri economici dei due lotti di intervento per una spesa complessiva di 300mila euro. È previsto un primo stralcio di lavori da 100mila euro per la messa in sicurezza e bonifica ambientale. E un secondo lotto per le opere di ristrutturazione edilizia da 200mila euro.
Un altro anno se ne è andato per mettere insieme l’autorizzazione idraulica rilasciata dal Genio civile e il parere dei Vigili del fuoco sul progetto, quest’ultimo è arrivato in Comune il 20 marzo 2020. Il 9 dicembre dello stesso anno viene approvato il progetto esecutivo e indetta la procedura concorrenziale di richiesta di preventivi per l’affidamento diretto.
Tre le offerte arrivate in Comune attraverso la procedura concorrenziale di richiesta preventivi per affidamento diretto effettuata sul Sistema telematico acquisti regionale della Toscana (Start), concluda il 26 marzo. Il 4 aprile però l’aggiudicataria Domus Costruzioni Srl comunica di rinunciare. Il 19 maggio di quest’anno vengono affidati in via definitiva ed effettuati i relativi impegni economici per i lavori di messa in sicurezza della Sala della musica tramite la rimozione della copertura in cemento-amianto all’impresa Ecoteti Srl di Sticciano Scalo, per l’importo di 18mila euro al netto dell’Iva, e all’impresa Diva Sas di Pomarance per i lavori di edilizi di ristrutturazione per la somma di 136.423,69 euro, oltre Iva. Diva Sas è la seconda impresa in graduatoria, ma dopo l’affidamento definitivo e prima della firma del contratto decide di ritirarsi. E la stessa risposta all’ente l’ha data il 3 agosto l’impresa terza classificata, la Igeco Srl.
Dagli uffici del Palazzo comunale non si può che prendere atto e affidare allo studio di progettazione Emme Studio l’incarico di aggiornare il quadro economico del progetto per poi ripetere la gara.
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