Gioco
La Spi-Cgil all’Asl «Portiamo all’Elba la telemedicina»
Il segretario Dari propone a Chetoni e Genghi un incontro sulle cure domiciliari per lanciare un progetto tutto isolano
Stefano Bramanti
Portoferraio. Dal convegno “Sanità e innovazione, un caso di specie”, organizzato nel Centro congressuale comunale De Laugier di Portoferraio, dal titolo è uscita un’indicazione chiara: occorre garantire sempre di più l’assistenza sanitaria al domicilio dell’anziano, secondo i casi possibili, quale valida alternativa al ricovero ospedaliero. Per questo Franco Dari, segretario del sindacato dei pensionati Spi Cgil elbano, lancia una nuova iniziativa pubblica, o meglio una seconda fase, sempre sul tema sanitario: fare incontrare la popolazione isolana con i dirigenti dell’Asl locale, in primis il responsabile di zona Fabio Chetoni e quello della struttura ospedaliera di San Rocco di Portoferraio Luigi Genghi.
«Nell’incontro con i dirigenti Asl potranno venir fuori i bisogni reali delle persone, in particolare di quelle anziane», è la certezza di Dari. Durante il convegno, le relazioni di Francesca Pennucci della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e di altri, hanno dimostrato che si possono curare i pensionati in casa, grazie alla telemedicina domiciliare senza fargli allontanare dalla propria dimora. «Senza dubbio – commenta Dari – la telemedicina di cui si è detto nel convegno di una settimana fa, deve avere il suo sviluppo secondo un nostro progetto regionale. Però bisogna anche dar voce alle esigenze del nostro ambiente discutendo dei servizi garantiti dall’ospedale e da tutta la struttura sanitaria territoriale».
Da qui l’esigenza di un confronto tra cittadini e vertici della Asl che, naturalmente, saranno investiti anche da altre richieste. «A titolo di esempio – sottolinea Dari – ricordo che all’ospedale urge un reparto di emergenza-urgenza, il bisogno di potenziare il servizio cardiologia non in grado ancora di applicare dei pacemaker, per cui circa 250 elbani devono periodicamente andare a farsi controllare in continente. Non abbiamo possibilità di alcune cure per chi è affetto da patologie di ematologia oncologica. Spesso si deve migrare fuori Isola, con sacrifici negli spostamenti e conseguenti spese da affrontare per il paziente e i familiari. Un confronto del genere è necessario e vedremo cosa emergerà. Lo realizzeremo presso la sala della provincia a Portoferraio».
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