Il Tirreno

Porto azzurro 

La Fattoria Bonaparte debutta «Una scommessa per il futuro»

Stefano Bramanti ;
La Fattoria Bonaparte debutta «Una scommessa per il futuro»

Nata nel 2020 ha dovuto subito affrontare e subire gli effetti della pandemia ma quest’anno ha già esaurito gran parte dei vini doc prodotti a Gelsarello

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Stefano Bramanti

Porto Azzurro. New entry nel mondo dell’agricoltura elbana e specificatamente della viticoltura. Si tratta della “Fattoria Bonaparte” condotta da Stefania Fresta e Michele Riformato che si possono definire dei debuttanti, seppure ben lanciati, in questo importante settore dell’isola. La loro azienda è in località Gelsarello a Porto Azzurro.

La loro fattoria ha un nome facile da ricordare: porta quello dell’isolano più celebre della storia, ovvero Bonaparte, l’imperatore che regnò su questo Scoglio nel 1814 per circa 10 mesi. Ma l’esordio non è stato facile. «Abbiamo fatto il nostro esordio nel 2020 in piena pandemia – raccontano al Tirreno –. Potete immaginare come ci sia andata, non essendo conosciuti sul mercato. Per cui il vero primo anno di vendita dei nostri prodotti vinicoli di qualità è stato il 2021».

«Ho 30 anni, sono madre di tre figli e ho due figli acquisiti – racconta Fresta –. Sono cresciuta a Porto Azzurro e attualmente vivo a Portoferraio. Sono una persona determinata ma non è facile far crescere cinque figli. Tuttavia, nonostante il grande impegno derivante da un famiglia numerosa, ho voluto creare con Michele qualcosa di importante, per dare prospettive di valore a noi e ai ragazzi».

«I primi passi della Fattoria Bonaparte – prosegue Fresta – risalgono al 2016, con un forte desiderio di riscoprire noi stessi e trasmettere ai nostri figli il valore inestimabile della nostra terra. Quindi abbiamo cominciato con l’investire nell’acquisto dei terreni e oggi finalmente cominciamo a raccogliere i frutti dei grandi sacrifici. La fattoria ha più di 6 ettari di vigna qui al Gelsarello, ma anche un appezzamento di terra presso Le Foci a Portoferraio e circa due ettari di vigne ad Aleatico alla Valdana».

La tenuta agricola si avvale anche della collaborazione dell’enologo Luca Rettondini. I principali prodotti presenti nella nostra cantina sono tutti Doc e hanno nomi che ricordano la vita del generale còrso (richiamato anche nell’etichetta dove sono state messe delle violette, fiore molto amato da Napoleone): Il Campotosto il Sangiovese, Lo Scoglio vino rosso, poi il Tresca Elba bianco Doc, Nabulio il Vermentino, l’Amante Ansonica, quindi il Paolina Elba Rosato e poi nostri fiori all’occhiello, Elba Aleatico passito Docg “il Privilegio dell’Imperatore” e Elba moscato Doc “l’Amante e l’Esilio”.

«Abbiamo scelto il nome di Bonaparte per la nostra fattoria – spiega Fresta – perché il generale si interessò molto durante la sua permeanza nell’isola della viticoltura, tra il 1814 e il 1815, favorendo un forte impulso produttivo e fece censire ben 32 milioni di viti».

«La stagione è stata buona per le vendite dei nostri vini Doc – dice Riformato –: già ai primi di settembre abbiamo finito il Rosato, l’Ansonica, il Vermentino. Al momento abbiamo ancora scorta dei vini rossi e bianchi Doc nonché l’Aleatico del 2020».

«I nostri progetti futuri? Sicuramente – conclude Fresta – riuscire ad espandere la nostra piccola azienda e quindi continuare a lavorare per la sua crescita. Chiunque può contattarci per informazioni al nostro indirizzo email info@fattoriabonaparte-elba.it e siamo presenti pure su facebook. Chi vuole un contatto diretto, oltre a venire in azienda, può telefonarci al 349 3061174».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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