Il Tirreno

la nuova articolazione 

La Balena Blu ora riparte da Livorno, Elba e Piombino

Al terminal crociere sono state concentrate le sedi principali di Tirrenia, Toremar e Porto 2000. La crisi di Liberty spiana la strada a Manta Logistics

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Chissà che volto avrà la riorganizzazione del gruppo Moby della famiglia Onorato alle prese con la “cura” che deve risanarlo in virtù del concordato. Di certo si sa quali radici metterà, anzi ha già messo: è fra Elba, Piombino e soprattutto Livorno che la flotta degli Onorato ha riassestato le strutture a terra.

Nel quartier generale di Porto 2000, a Livorno in piazzale dei Marmi 12, Toremar ha trasferito la sede che un tempo era in via Calafati, all’ingresso del Porto Mediceo. Nello stesso edificio – ai piani superiori del terminal crociere Battistini – è stata spostata anche la sede operativa e amministrativa di Tirrenia (quella legale resta a Milano).

Per curiosa coincidenza, in tutti e tre i casi si tratta di società che la famiglia armatoriale napoletana ha acquisito a suon di privatizzazioni. Uno, la Toremar: fino a dieci anni fa era sotto l’ala della Regione Toscana. Due, la Tirrenia: nella prima metà del decennio scorso un complicato susseguirsi di passaggi l’ha portata nel forziere degli Onorato, prima in tandem con altri soggetti (compreso Grimaldi) e poi man mano da soli. Tre, la Porto 2000: Authority e Camera di commercio assegnano provvisoriamente la società del porto passeggeri, nella primavera 2017 (ma il passaggio effettivo arriverà solo due anni più tardi). Alleato con Onorato è la Marinvest di Gianluigi Aponte, il “signor Msc”: realtà che nel settore merci è “scesa a terra” acquisendo la metà del terminal Lorenzini.

A ciò si aggiunga Moby, che nel ’92 ha ereditato dalla Navarma la base elbana: la sede legale resta a Milano ma il “cuore” amministrativo è a Portoferraio in viale Teseo Tesei.

Delle tre compagnie di navigazione – tutte «soggette a direzione e coordinamento da parte di Onorato Armatori», come precisa la proprietà – Tirrenia-Cin presenta un fatturato 2019 di 279,3 milioni di euro (nove più di due anni prima), nei conti di Moby figurano ricavi per 195,6 milioni (in calo dai quasi 209 del 2017), per la Toremar parliamo invece di quasi 31 milioni di euro (con una perdita di cinque milioni e spiccioli ma nei due anni precedenti presentava un utile).

Ma la bandiera del gruppo della Balena Blu sventola anche su qualcos’altro. Ad esempio, a Livorno sul terminal Ltm, punto di riferimento per le “autostrade del mare” (camion e trailer via nave): è una realtà mica da poco, se è vero che gli ultimi bilanci hanno visto i ricavi oscillare fra gli undici e i tredici milioni di euro (con utili fra 2,2 e 3,5 milioni di euro). Non è tutto: nella stessa operazione era stata acquisita l’agenzia marittima Renzo Conti.

Per quanto riguarda Piombino, vale la pena di segnalare l’ “affaire” con il big tedesco Ars Altmann in fatto di trasporto di auto nuove: la “Mobyars New Terminal Auto Logistics srl”, in breve Manta Logistics, potrebbe aver fatto bingo in virtù dei guai della Liberty Magona. L’azienda siderurgica piombinese, benché fosse in un periodo favorevole in fatto di ordinativi, a causa della “slavina” di problemi finanziari innescati dal fallimento dell’anglo-australiana Greensill Bank si è vista costretta a rinunciare alle aree in porto. Aprendo la strada al secondo classificato: proprio la società di Onorato-Altmann che aveva vinto un altro lotto.

M.Z.

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