Sicurezza
Addio ad Alberto Brandani Il Dc che rilanciò il Brignetti
E morto ieri dopo una lunga malattia che non gli ha impedito di tornare all’Elba prima per il premio letterario e poi per la presentazione del libro su Bernabei
PORTOFERRAIO. Con un breve messaggio, nel primo pomeriggio di ieri, la famiglia ha dato la notizia della morte di Alberto Brandani, 75 anni, aggiungendo che i funerali si svolgeranno oggi a partire dalle 15 nella chiesa di Sant’Agostino, a Colle Val d’Elsa. Pur provato dalla malattia che lo ha portato alla morte, Brandani, come sottolineano i famigliari, «ha combattuto fino alla fine con forza e coraggio».
Così è stato. Lo abbiamo visto in occasione della cerimonia conclusiva, all’arena della Linguella, della 48ª edizione del premio letterario Raffaello Brignetti, di cui era presidente della giuria letteraria con un cappello Panama in testa il 12 settembre scorso. Lo abbiamo anche sentito ammettere di essere stanco. Tuttavia ha voluto celebrare lo stesso il vincitore, nonostante la pandemia e il green pass. Non è voluto mancare all’estremo abbraccio con la gente elbana.
Lo abbiamo visto il 17 settembre, alle 21 in piazza Matteotti a Capoliveri in occasione della presentazione del libro di Piero Meucci “Ettore Bernabei, il primato della politica” edito da Marsilio nella collana Gli Specchi.
Sarebbe dovuto essere presente anche al convegno , il 4 ottobre scorso, nel centenario della nascita dello scrittore Raffaello Brignetti, “Elba ligure, Liguria elbana”, ma le sue condizioni fisiche non gliel’hanno permesso. È stato, questo, il primo campanello d’allarme per i suoi amici e i più stretti collaboratori che le cose stavano prendendo una brutta piega e la sua salute stava peggiorando.
Ma chi era Alberto Brandani? Prima di tutto un uomo di fine e profonda cultura. Educato alla religione dai Salesiani, nel corso della vita è stato formato alla professione di banchiere da Giovanni Cresti e introdotto alla politica da Amintore Fanfani, coltivando la curiosità per la cultura, la passione per la politica e l’etica del lavoro. Si è fatto paladino e portavoce del valore e del piacere della lettura fra i giovani. Per vent’anni è stato amministratore del Monte dei Paschi di Siena. La passione per la letteratura l’ha portato a dirigere la giuria del premio letterario Raffaello Brignetti nel 1984. Era da 11 anni che il premio con presidente di giuria Geno Pampaloni (tutto iniziò nel 1962) non si teneva più a causa della mancanza di fondi e sponsor. Denis Mack Smith con “Vittorio Emanuele II” fu l’ultimo autore premiato nel 1972 nelle officine Italsider di Rio Marina. La ripresa avvenne nel 1984, sempre con Pampaloni e premiato Mircea Elade. Ma nell’anno successivo ecco il passaggio di consegne con Alberto Brandani. Fu lui a creare una nuova formula, il comitato promotore (alla guida Dario Gasperini, poi Giancarlo Castelvecchi e oggi Giorgio Barsotti). Istituì una giuria popolare del premio. Poi organizzò il premio “Gli amici o le amiche dell’Elba” e dati riconoscimenti alla carriera come quello a Sergio Zavoli.
Inoltre Brandani, fuori dall’Elba, ha organizzato la Mostra universale Mino Maccari e fondato la rivista Prospettive nel mondo e nel 2005 la Fondazione Formiche. Tutte attività culturali, politiche ed editoriali di successo. Ora ci si domanda quale futuro spetterà alla manifestazione culturale più importante dell’anno all’Elba, oggi che è venuto a mancare Brandani?
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