Il dolore
I dodecaedri di Groppelli in una mostra diffusa che tocca tutta l’isola
All’hotel Villa Ottone di Portoferraio una installazione dedicata a Paul Klee che fu ospite nel 1926 con la moglie e il figlio, e qui disegnò alcuni paesaggi
Antonella Danesi
PORTOFERRAIO. Un poliedro che racchiude dentro di sé tutti gli altri e che, da metafora rinascimentale della perfezione cosmica, rivive come simbolo dell’Elba nei suoi aspetti più significativi. È il progetto Opera, un omaggio che l’artista Francesca Groppelli ha voluto fare all’isola. Mantenendo come punti di riferimento due grandi come Cosimo I De Medici e Napoleone Bonaparte. L’artista trae ispirazione dal fatto che nella cosmologia pitagorica, ripresa poi da Platone, c’è una corrispondenza tra i cinque solidi regolari e gli elementi costitutivi dell’universo. L’esaedro rappresenta la terra, il tetraedro il fuoco, l’ottaedro l’aria e l’icosaedro l’acqua.
«Il dodecaedro, composto da 12 facce pentagonali - spiega Groppelli - è il solido che più si avvicina alla perfezione, e in quanto tale è ricapitolazione simbolo dell’armonia universale che comprende tutte le forme». La decisione del dodecaedro è stato un punto di arrivo nella ricerca dell’artista che ha creato una sorta di itinerario, una mostra diffusa che si può trovare in tutta l’Elba.
«Ho pensato di valorizzare il mio lavoro – continua - dandogli una veste calata sulle varie zone, diversa per ogni luogo in maniera tale che in ogni territorio elbano c’è un pezzo di progetto».
A Portoferraio è stato creato un percorso che si identifica in una sorta di tour turistico. Alcuni dodecaedri di Groppelli sono esposti all’Infopoint del Parco Nazionale dell’Arcipelago. Sono in materiale riciclato e alcuni che hanno il titolo di “restituzioni”, sono realizzati in materiale plastico raccolto dall’artista durante le sue passeggiate al mare. Nella sede dell’Associazione Albergatori si trova invece l’istallazione “l’Elba a 360°” in cui i vari dodecaedri riportano le immagini di natura, storia, artisti del passato e del presente oltre al cibo.
«Una piccola Wunderkammer che parte dal passato – dice l’artista – per rappresentare l’oggi, ma proiettata nel futuro. Piccole case delle meraviglie disseminate qua e la mentre ci rammentano il percorso verso la perfezione».
I dodecaedri sono anche all’Infopoint in Calata Mazzini a Portoferraio e nel Centro De Laugier, dove sono stati istallati quelli dedicati a Napoleone. A Forte Falcone invece ci sono le opere precedentemente esposte alla Torre della Linguella nella mostra “Cosmopoli: la città ideale”, durante le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dalla nascita di Cosimo I de medici nel 2019. L’intera istallazione inserita nel museo è “Kosmos – Omaggio a Cosimo I”.
Si tratta di solidi realizzati in cartone riciclato, alcuni rossi, altri bianchi, tutti con impressa l’immagine vasariana di Cosimo, intento alla progettazione di Cosmopoli. All’Hotel Villa Ottone poi Francesca Groppelli ha creato un’istallazione dedicata a Paul Klee che nel 1926 è stato ospite, con la moglie e il figlio Felix, dell’allora Pensione Ottone. Klee sull’isola ha realizzato alcuni disegni del paesaggio elbano e ha visitato l’isola alla ricerca di reperti botanici e mineralogici, e proprio questo ha influenzato il lavoro di Francesca. Il dodecaedro di Villa Ottone è ispirato alla pirite elbana che cristallizza in una forma perfetta. «Il dodecaedro è il solido che più si avvicina alla perfezione – ribadisce Groppelli - e come avevano intuito gli antichi, nelle opere armoniche appare la sezione aurea che ritroviamo spesso in natura. L’Elba quindi come luogo ideale per gli artisti per creare, rigenerarsi e ideare nuovi progetti».
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