Gioco
Il mondo della musica torna a respirare «Qualche limite, ma si può lavorare»
Organizzatori di serate, musicisti e scuole si riorganizzano per la stagione invernale e preparano i loro programmi
Sara Chiarei
PIOMBINO. La stagione invernale ha sempre rappresentato per chi fa musica live un periodo di maggiore incertezza lavorativa. Fermo restando che nel tempo alcune occasioni di festa sono state create anche al di fuori dell’estate, rimane il fatto che non esistono molti locali in zona dotati di capienza e predisposizione ideali per fare concerti al chiuso. Mentre esibirsi all’aperto, pur essendo la nostra una zona piuttosto temperata, in certi mesi dell’anno può essere quanto meno poco conveniente.
A peggiorare le cose la pandemia che, come sappiamo, ha rappresentato una vera spada di Damocle per il settore spettacolo. Ma il nuovo decreto del governo ha riacceso le speranze e insieme ridisegnato la geografia degli scenari possibili circa l’organizzazione di eventi sportivi, musicali e teatrali dei prossimi mesi.
Lo sa bene Maurizio Cantagalli, da anni direttore artistico del G&B di Venturina in stand by fino all’uscita del testo governativo in attesa di capire se ci fossero o meno i presupposti per preparare il cartellone invernale. «Intanto – dice Cantagalli – nei locali dove si fa musica dal vivo c’è l’ingresso libero ma anche una serie di spese fisse non indifferenti dal cachet della band alla sicurezza, alla Siae, perciò il discorso intorno alla capienza è fondamentale. La chiave di volta è il Green pass, con questo strumento in mano dobbiamo tornare a lavorare tutti nel rispetto delle regole ma senza limitazioni di pubblico, altrimenti diventa impossibile fare serate. Le nuove normative – prosegue – cambiano finalmente le carte in tavola a nostro favore, da noi non si può ballare perciò è logico che siamo assimilati ai concerti che tornano al 100% anche al chiuso e non alle discoteche (50% al chiuso, 75% all’aperto). Avevamo già pensato in ogni caso – conclude Cantagalli – a una serata pilota per il 31 ottobre, magari sfruttando lo spazio all’aperto, sulla quale stiamo effettivamente lavorando, ma per il resto della programmazione mi ero dovuto fermare, a questo punto posso mettermi al lavoro per pianificare la stagione invernale del G&B».
Fiducioso alla luce delle nuove regole, che consentono l’accesso ai locali esclusivamente a chi è munito di certificazione verde, anche Giovanni Germanelli. «Mi ero accorto di un certo fermento già prima del decreto – dice Germanelli – segno della forte volontà di organizzare qualcosa anche nel periodo invernale. La band “Ultrapop” di cui faccio parte insieme a Francesco Mignogna e Luca Tognoni, ha suonato davvero moltissimo questa estate e se le premesse sono queste, ovvero la possibilità di fare concerti sia all’aperto che al chiuso al 100% della capienza autorizzata, credo si presenteranno occasioni anche per i prossimi mesi». Intanto gli Ultrapop saranno questo pomeriggio nel centro di Venturina dalle 16 in poi in occasione del Mercato del Contadino & del Vino.
«L’economia deve ripartire tutta – dice il musicista Graziano Poggetti – a iniziare dalle discoteche. È insopportabile sentir parlare di lavori di serie B, un ragionamento che posso sopportare in ragione di un’emergenza per un paio di mesi, ma non per due anni. Oggi abbiamo il vaccino e pur rispettando pienamente anche chi sceglie di non farlo, credo che dobbiamo usare lo strumento del Green Pass proprio per riaprire e far lavorare di nuovo chi per molto tempo non ha potuto farlo. Durante l’estate ho suonato moltissimo e probabilmente farò una serata il 31 ottobre dopo di che ho deciso di fermarmi per un mesetto anche per ricreare un po’ l’aspettativa. Nel periodo invernale tendo sempre a centellinare le mie uscite, ma date le nuove regole, conto comunque che si possano creare le occasioni per tornare a suonare anche al chiuso».
Tornare al 100% è importante anche per le scuole di musica come incentivo e stimolo didattico verso i ragazzi. «Accolgo con piacere le novità introdotte dal decreto - dice Irene Mezzacapo, insegnante al Crossroad Musica Lab - anche perché stavamo diventando il fanalino di coda dell’Europa, oltretutto sono doppiamente felice dal momento che in questi due anni ho accumulato molti biglietti di concerti da vedere, mentre da insegnante trovo sia importante stimolare i ragazzi anche invitandoli ad andare a vedere un live, organizzare un evento con le nostre forze, saggi e così via. Senza pubblico diventa tutto molti più asettico e complicato. Insomma le cose da fare non mancano - conclude Mezzacapo – con la band “A modo mio”, abbiamo in programma di chiuderci in studio per registrare un disco mentre con la scuola conto di riorganizzare il tradizionale concerto di Natale».
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