Gioco
Test e Green pass Rivoluzione Covid per le famiglie e le società sportive
La stragrande maggioranza degli atleti ha fatto il vaccino mentre per i no vax fare sport può diventare un’impresa
Antonella Danesi
Portoferraio. Green pass e sport all’Elba, comincia la nuova stagione e le varie società sportive si stanno attrezzando al meglio in vista dell’obbligo del Green pass dal 15 ottobre. E chi non lo ha perché non ha ancora fatto in tempo a vaccinarsi o perché decide di non farlo, deve fare i conti con la difficoltà di effettuare tamponi secondo i tempi previsti per gli allenamenti al chiuso e le gare a cui partecipare.
Per l’Audace Calcio il problema è stato superato dalla vaccinazione di tutti i ragazzi associati. «C’è stata un’adesione totale e tutti hanno il Green pass – fa presente Marco Regano, nel direttivo della società – e questo ci ha sollevato da molte problematiche attinenti all’effettuazione dei tamponi. Le famiglie hanno aderito alla campagna e non ci sono stati problemi per l’inizio dell’attività».
Tutto tranquillo anche per quanto riguarda la Nazionale di Calcio Elbana che ha già in calendario incontri con altre rappresentative del settore. «Siamo nel rispetto delle regole – spiega Gaetano D’Auria, anima del comitato promotore della squadra – anche perché attingiamo giocatori tesserati da altre squadre elbane e chi sta giocando a calcio si è vaccinato».
Hanno già cominciato l’attività anche gli arcieri degli Archi del Grande Falco, che pur praticando il loro sport per lo più all’aperto, durante la stagione invernale si allenano anche in palestra e soprattutto partecipano a gare indoor come previsto dalla Federazione Italiana Tiro con l’Arco. «Il 90% dei nostri scritti ha il certificato- ci dice il presidente Patrizio Bolano – e chi non lo ha potrà allenarsi all’aperto ma non gareggiare. Tra poco comunque si riprenderanno gli allenamenti in palestra, così come sono previste gare indoor, per cui vedremo come fare».
È già ripresa anche l’attività anche all’Elba Rugby che come tutti ha dovuto fare i conti con vaccini, certificati e tamponi. Dai 5 anni in su sono molti i ragazzini elbani che frequentano la società. «C’è una percentuale che ancora non riusciamo a definire bene, forse il 20% dovendo dare una prima stima ancora non accertata, che non si è presentata all’inizio di questo nuovo anno di attività perché rifiuta di fare i vaccini e i costi del tampone sono improponibili – spiega il presidente Wilmar Saluz –. La nostra società ha già iniziato gli allenamenti, applichiamo protocolli e sanifichiamo gli ambienti. La prossima domenica cominciano anche le partite per i senior e gli under 19 e 17».
Tutti vaccinati anche all’Elba Volley. «L’attività è ripresa secondo i protocolli e l’affluenza è buona – spiega Rosaria Lavorgna –. Se abbandoni ci son stati questi sono avvenuto la scorsa stagione in zona rossa».
Anche per quanto riguarda la squadra di pallavolo della Polisportiva Elba 97 la maggior parte dei ragazzi è provvisto di Green pass. Ci sono però alcuni che vorrebbero praticare attività sportiva affidandosi al tampone. «Noi lo sconsigliamo – spiega Roberto Puccini della società – perché sull’Elba non è possibile fare il test in tutti i paesi. Ci son solo tre farmacie e non ce la fanno a esaudire la richiesta. Per quanto riguarda l’attività 15 anni in su non ci son problemi, ma dai 12 ai 15 anni se la famiglia è no vax non possono partecipare all’attività sportiva».
Il problema dei tamponi è quello su cui pone l’attenzione anche l’associazione sportiva Elba Danza che ha ripreso l’attività dal 15 settembre scorso. «La nostra utenza maggiore è di età inferiore ai 12 anni – considera la direttrice Maria Paola Gori – e per quanto riguarda gli adulti non c’è alcun tipo di problema e sono tutti vaccinati». La questione vaccini sorge invece per la fascia intermedia, alcune delle allieve hanno già prenotato la data di vaccinazione ma nell’attesa di farla e di ricevere il Green pass sono scoperte e devono fare il tampone. «La scuola ha dovuto prevedere lezioni apposite, due consecutive a settimana per facilitare l’acceso alla disciplina – spiega – anche per non aggiungere spese ulteriori alla retta mensile».
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