Il Tirreno

costi record per il carburante 

Diesel e benzina, aumento boom dei prezzi Quanto costa fare rifornimento in città

Sara Chiarei

In poco più di un mese si registrano rincari medi intorno ai cinque centesimi, con variazioni ormai quasi quotidiane

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Sara Chiarei

PIOMBINO. Fare il pieno alla propria auto sta diventando un lusso. Non si può affermare che la benzina non sia mai stata così cara perché nel 2019 arrivò addirittura a due euro al litro, tuttavia stando agli ultimi rilevamenti la spesa media per un pieno è salita di oltre cinque euro in una settimana e a Piombino mediamente ci sono sensibili rincari rispetto alla fine di agosto. Le strategie da adottare in questi casi sono le solite, ovvero utilizzare il self-service, usare l’auto con parsimonia e naturalmente cercare i distributori col prezzo più conveniente.

In città rispetto al nostro ultimo rilevamento di fine agosto l’aumento sul prezzo più basso riportato per il diesel è di 4,5 centesimi al litro (oggi 1,509 all’Aci di viale Regina Margherita, rispetto a 1,464 in agosto di Tamoil in largo Calamandrei). Per la benzina invece il prezzo più conveniente a fine estate era di Tamoil (1,594, mentre oggi il costo più basso si registra all’Unione gas auto di viale della Principessa (1,649) con un aumento di 5,5 centesimi.

«La situazione è drammatica – dice Luciano Zagaglia, presidente gestori della provincia di Livorno – e siamo in un momento di difficile interpretazione, perché non solo aumentano gasolio, benzina e Gpl, ma anche il metano che dovrebbe essere la fonte più economica in realtà è quello che registra il maggiore incremento. Le ripercussioni di ciò che sta succedendo le vedremo sulle bollette, sui costi del riscaldamento in casa e al tempo stesso su tutta la filiera produttiva perché costando di più l’energia elettrica ci sarà anche un aumento dei prezzi in generale anche se, almeno per il prossimo bimestre il Governo ha promesso di intervenire».

«Le nostre gestioni stanno già vivendo un momento di estrema difficoltà – prosegue Zagaglia – e tutto questo temo causerà una contrazione delle vendite e un aumento dei costi poiché per erogare carburante abbiamo bisogno di energia elettrica. D’altro canto forse anche noi tutti dovremmo riconsiderare i nostri comportamenti, l’auto deve essere concepita sempre più come uno strumento da utilizzare con parsimonia».

«Sono 46 anni ormai che vivo di carburante – dice il presidente dei gestori della provincia di Livorno – e ho realizzato che il suo andamento è lo specchio di una situazione economica generale. Se è vero che talvolta il rincaro può essere letto tutto sommato come una buona notizia, perché significa che la gente muovendosi di più deve acquistarlo in quantità superiori (e con la maggiore richiesta inevitabilmente aumenta anche il prezzo), è altrettanto vero che deve restare entro certi limiti. Inoltre, se alcuni possono provare a limitare l’utilizzo del mezzo per muoversi, per lo meno per spostamenti superflui, non dimentichiamoci che il carburante è indispensabile per il mantenimento di alcune attività essenziali, pensiamo ai generatori di emergenza delle aziende, compresi i plessi ospedalieri e ancora ai corrieri, ai servizi mensa, agli autobus».

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