Il Tirreno

Ecco i nuovi amministratori di S.Vincenzo

Manolo Morandini
Ecco i nuovi amministratori di S.Vincenzo

In quattro casi su cinque i capolista non sono stati i più votati: fa eccezione Silvia Paoli che correva con Davide Lera

3 MINUTI DI LETTURA





Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Dieci giorni dal 4 ottobre per convocare il consiglio comunale. È il termine che la norma impone al sindaco. Altri dieci quelli entro cui deve cadere la prima seduta. Entro ottobre il Comune di San Vincenzo volterà pagina e proverà a lasciarsi alle spalle il commissariamento, scattato il 2 aprile a seguito delle dimissioni dell’ex sindaco Bandini in scia alla maxi inchiesta giudiziaria della Procura di Livorno.

Il nuovo sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci potrà contare su una maggioranza di otto consiglieri sui dodici di cui è composto il consiglio comunale. Gli altri quattro posti vanno uno a ciascuna delle altre quattro liste in corsa alle amministrative del 3 e 4 ottobre. È la fotografia che risulta dalla ripartizione dei seggi in base al metodo D’Hondt, inventato e descritto per la prima volta dallo studioso belga Victor D’Hondt nel 1878. Si tratta di un calcolo matematico per l’attribuzione dei seggi nei sistemi elettorali che utilizzano il metodo proporzionale.

Questi nomi degli eletti in consiglio comunale al netto di rinunce che farebbero scorrere i nomi nelle liste. Il gruppo Officina San Vincenzo sarà rappresentato, in ordine di preferenze ottenute, da Tamara Mengozzi, Marco Mantovani, Sergios Caporioni, Antonina Cucinotta, Pietro Petri, Alessio Landi, Cecilia Galligani e Caterina Debora Franzoi. Nelle fila delle opposizioni risultano eletti i quattro candidati a sindaco: Elisa Cecchini con la lista Per San Vincenzo, Davide Lera di Con San Vincenzo, Guido Cruschelli con San Vincenzo Sì e Luca Cosimi per Svoltiamo.

Un voto che ha l’effetto di uno scossone quello del 3 e 4 ottobre. Nel paese tanti commenti ma tutti sottovoce. La novità, con cui imparare a fare i conti, è la cifra comune. C’è lo scetticismo di chi guarda alla nuova amministrazione, che accomuna larga parte delle opposizioni, al netto degli onori delle armi e dei auguri di buon lavoro seguiti al risultato. Ma c’è anche chi non nasconde le attese per un effetto novità tutto da misurare alla prova dei fatti.

Il metro del giorno dopo lo spoglio si spinge a pesare le preferenze. Dati i giudizi sulle mancate alleanze che hanno prodotto l’inedita frammentazione di cinque liste con altrettanti candidati a sindaco e un totale di sessanta per il consiglio comunale. Si scorrono le liste e ben pochi possono sorridere. Quota cento è un miraggio per tutti. Gli unici a superarla sono Tamara Mengozzi in corsa per Officina, che con 118 preferenze è risultata la più votata. L’altro è l’ex assessore alla Cultura della giunta Biagi Fabio Camerini che nella lista a sostegno di Elisa Cecchini stacca tutti con 104 preferenze. Male per restare nell’alveo del Pd l’ex sindaco Michele Biagi che si ferma a quota 65, risultando il quinto per voti nella sua lista. Non tirano neppure il segretario del circolo Pd Fabio Pellegrini (70). Tra le curiosità la scelta dei cinque capolista. Stando alle preferenze non pare abbia pagato in quattro casi su cinque. Solo Silvia Paoli, in corsa con il candidato a sindaco Davide Lera, con i suoi 78 voti è risultata la più votata della sua lista.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore