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«Questa è una vittoria per tutto il paese»

Manolo Morandini
«Questa è una vittoria per tutto il paese»

Parla il nuovo sindaco: «Tra le prime azioni l’impegno a mettere mano al piano operativo e a quello della spiaggia»

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. «Ha vinto la parte che voleva un cambiamento». Non ha dubbi Paolo Riccucci. È lui il nuovo sindaco di San Vincenzo, con il sostegno dei consiglieri della lista Officina. “Siamo consapevoli dei pochi votanti in rapporto ai numeri in consiglio comunale – afferma –. Insomma, l’impegno è quello di amministrare per tutti. Questa non è una vittoria della lista Officina, ma per San Vincenzo».

Una giornata intensa. Di quelle immaginate più di una volta. Riccucci ha corso da candidato sindaco nel 2014 con Assemblea sanvincenzina, nel 2019 sosteneva la candidatura di Fausto Bonsignori ed è stato eletto consigliere di San Vincenzo Futura. Giornata che alla fine prende la piega sperata. «Sono sempre stato ai seggi a seguire le operazioni, non ho neppure avuto modo di andarmi a cambiare. Indosso una maglietta perché le previsioni davano pioggia. La parte difficile comincia ora».

Ora c’è da amministrare, da declinare le idee nella realtà di una comunità la cui economia è legata a filo doppio al turismo e che da troppi anni registra un calo di residenti. «È una vittoria che viene da 20 anni di esperienza e battaglie – prosegue – di chi la pensa in modo diverso rispetto a quello che è sempre stato il sistema di amministrare il paese, e che ultimamente si era adagiato su un modo anacronistico e sbagliato. Da qui la decisione di correre per vincere, pur sapendo che non partivamo favoriti». Che aggiunge: «La prima telefonata l’ho ricevuta dalla sindaca di Suvereto Jessica Pasquini, che oltre a farmi i complimenti si è detta fin da subito disponibile a collaborare. Io ho avvisato mio fratello Matteo che è al lavoro, mia moglie Valentina è stata con me».

Squadra di giunta e deleghe. La partita si apre. «Dovremo fare un confronto interno per decidere», chiude Riccucci. Ma da sindaco non ha dubbi sulle prime cose da fare. «Dovremo spiegare bene che cosa è successo il 9 marzo, data simbolo della maxi inchiesta della Procura di Livorno», premette. Invece, sul piano amministrativo sono due i nodi da sciogliere senza indugiare per non bloccare investimenti e attività economiche. «Dovremo concretamente metterci al lavoro sul Piano operativo e il Piano spiaggia, due procedimenti da rimettere in moto».

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