Lutto
Papi su cinghiali: «Eliminarli tutti? Un concetto troppo estremista»
Stefano Bramanti
PORTO AZZURRO. «Siamo contrari all'eliminazione totale del cinghiale all'isola d'Elba. È un estremismo che vogliamo evitare». Si esprime così, in sintesi, il primo cittadino di Porto Azzurro Maurizio Papi che in concreto parla a nome di tutta l'amministrazione comunale che dirige. E con questo suo intervento col Tirreno consente di chiarire la posizione assunta giovedì scorso, quando si è tenuta la riunione all'Enfola della Comunità del Parco, convocata dal sindaco di Portoferraio, presidente di tale organismo, alla quale il sindaco portoazzurrino non si è presentato delegando il suo collega di Capoliveri Walter Montagna, a far mettere a verbale una sua forma di dissenso alla decisione, che poi è stata presa all'unanimità da parte degli altri sei rappresentanti degli enti locali pubblici, i Comuni. Ricordiamo, in breve, che la Comunità del Parco ha deliberato di chiedere alla Regione Toscana che venga superata una precedente delibera con la quale il massimo organismo di governo aveva dichiarato l'Elba vocata al cinghiale. Alla luce di anni di danni provocati da quegli ungulati, che proliferano costantemente, danni a tutto l'ambiente isolano e in particolare alle colture, la Comunità ha chiesto che la regione definisca l'isola non vocata al cinghiale. Ma oltre a ciò è stato deliberato di verificare se è possibile l'eradicazione totale, con opportune verifiche tecnico-scientifiche, in quanto solo tale soluzione è in grado di garantire davvero la salvaguardia dell'isola da tutti gli effetti negativi noti. Ed ecco che il sindaco Papi chiarisce, specifica la posizione dell'unico comune che non ha votato insieme agli altri sei: «Noi abbiamo una posizione molto semplice: siamo d'accordo che occorre una potente riduzione dei capi di cinghiali sull'isola, da realizzarsi con qualsiasi metodo che le autorità competenti vorranno adottare, per riuscire a controllare la situazione grazie ad un numero massimo di ungulati che debbano essere presenti sull'isola. Ma non possiamo accettare il concetto estremista di eliminarli tutti. Concordiamo invece con la richiesta di definire non vocata al cinghiale l'Elba e già questo potrebbe essere un segnale forte che potrà portare alla riduzione degli ungulati, con azioni programmate ad hoc. Il controllo degli animali in questione potrebbe essere affidato all'Atc 10, l'ambito territoriale di caccia e quindi si deve realizzare, nel tempo, una situazione vivibile per tutti, senza arrivare alla eradicazione».
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