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L’appello 

Legambiente, no alle corse «Il Parco fermi le moto»

Legambiente, no alle corse «Il Parco fermi le moto»

Gli ambientalisti diffidano l’ente: «Niente deroghe per la gara del 20-23 ottobre Sono in atto pressioni politiche perché le enduro possano correre dove è vietato»

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Portoferraio. «Mentre alla Yuouth4Cimate di Milano, i giovani chiedono l’uscita dai combustibili fossili e la fine dei motori a scoppio, gli amministratori e l’imprenditoria elbana ripetono come un mantra le parole “sviluppo sostenibile” ma consentono rallye storici e no e campionati “vintage” di enduro, con mezzi motorizzati che sono il simbolo dell’insostenibilità». Questo perché, denuncia Legambiente arcipelago toscano, «le norme tecniche di attuazione del piano del Parco nazionale dell’arcipelago toscano non prevedono esplicitamente né divieti né indicazioni e indirizzi per questo tipo di manifestazioni». Un vuoto di regole che diventerebbe un lasciapassare perché «il Parco dà nulla osta in base ai divieti e alle indicazioni più generali riportate nelle norme tecniche di attuazione».

Nel mirino degli ambientalisti c’è il prossimo “Enduro vintage trophy” del 20-23 ottobre. Come per il rally automobilistico la corsa è stata autorizzata dal Parco «su strade asfaltate comunali e provinciali già interessati da traffico locale». Ma per Legambiente «questo quadro già molto permissivo non sembra bastare a qualche politico elbano che starebbe facendo pressione perché l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano». In particolare perché «non è stato per esempio autorizzato il tratto previsto sulla strada della Segagnana, così come altri passaggi. E questo sembra aver sollevato le ire di qualcuno che forse avrebbe problemi irrisolti più importanti di cui occuparsi».

Da qui la dura presa di posizione: «Legambiente arcipelago toscano diffida chiunque dal cercare di violare la legge, il Piano del parco e le sue norme per favorire iniziative anacronistiche e che danno dell’Elba e del suo turismo un’immagine obsoleta e arretrata. Invita il Parco Nazionale a non concedere impossibili deroghe di nessun tipo e a procedere il più speditamente possibile all’approvazione di un regolamento che permetta di difendere davvero l’ambiente e che sia coerente con i principi della Carta europea del turismo sostenibile, che dovrebbe disincentivare e non certo favorire il turismo motoristico. Invitiamo infine il Ministero della Transizione Ecologica a vigilare perché, a partire dalle Aree protette, questa transizione sia reale e rapida e non nasconda invece un ritorno al passato e all’esaltazione dei motori fossili.

«Da anni chiediamo che venga regolamentata l’attività motoristica all’interno e fuori dal Parco – conclude Legambiente arcipelago toscano–. Da anni denunciamo scorribande di moto da cross sui sentieri dell’Area protetta. Da anni chiediamo che il Parco adotti le norme e il regolamento che consentano di fare quel che si dovrebbe fare in un parco: non consentire che si svolgano attività inquinanti».

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