Gioco
Diciotto anni di “melina” Intanto la spiaggia si assottiglia
PIOMBINO. È il 2003. Inizia la seconda Guerra del Golfo, muore Gianni Agnelli e viene beatificata Madre Teresa di Calcutta. E proprio in quello stesso anno vengono stanziati dalla Regione 2,5 miloni di euro per un maxi intervento per arrestare il problema dell’erosione costiera nel golfo di Baratti. La linea di azione è chiara. Si prevede la sistemazione di barriere sottomarine in grado di chiudere i due canaloni scavati dalla corrente del golfo. Le “strade sommerse” attraverso cui viene distribuita la sabbia sulla spiaggia di Baratti. Non solo. L’intervento prevede la realizzazione di un pennello a protezione del golfo e il ripascimento (10mila metri cubi di sedimenti di cava ritenuti compatibili). Insomma, c’è tutto l’occorrente per mettere la spiaggia al riparo dall’azione erosiva del mare. E invece è solo l’inizio di un iter che somiglia a una tortura cinese, tra ritardi, attese e rimpalli di responsabilità. Tanto che, a distanza di 18 anni, quei soldi stanziati dalla Regione si sono erosi – sì, proprio come sta succedendo alla spiaggia di Baratti – e di interventi concreti se ne sono visti pochi. Nel 2012, infatti, arriva la prima stoccata con la rimodulazione dell’importo, con un taglio di circa 500mila euro. Grosso modo la stessa cifra se n’è andata per la sistemazione di alcuni sacconi anti erosione a monte della lingua di sabbia di San Cerbone. Le mareggiate li hanno distrutti, per questo ne sono stati riposizionati altri nel 2014. Anche questi ridotti in brandelli dall’azione del mare. La cifra rimasta in cassa si avvicina a 1,5 milioni di euro. Dunque? La Regione ha confermato lo stanziamento di 1,6 milioni di euro circa per completare il tanto atteso intervento contro l’erosione (barriere sommerse, pennello e ripascimento con sedimenti compatibili). Ma quello che manca per poter compiere lo step – speriamo decisivo – per l’opera è la definizione di progetto esecutivo (che spetterà al Comune) per l’inserimento dell’intervento nel documento operativo per la costa. Nel frattempo il mare non sta ad aspettare e scava la costa, in particolare nell’area della chiesina di San Cerbone, dove gli scavi archeologici (ora coperti) hanno riportato alla luce un’antica strada romana.
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