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«Tempo e soldi persi col no al dissalatore»

«Tempo e soldi persi col no al dissalatore»

L’Autorità idrica toscana contro il Comune di Capoliveri Il sindaco Montagna: «Quest’opera non è fattibile all’Elba»

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CAPOLIVERI. L’amministrazione comunale di Capoliveri ha presentato un atto di opposizione al presidente del Consiglio Mario Draghi contro il decreto dell’Autorità idrica toscana che riguarda la variante delle opere marittime.

«Ma quelle opere – si legge in una nota dell’Autorità idrica – sono indipendenti dal dissalatore, ma prodromiche ad esso e sono state chieste dalla maggioranza dei sindaci elbani». L’Autorità idrica toscana sostiene quidni aver «lavorato con competenza e precisione a tutto l’iter per la costruzione del dissalatore di Mola, opera strategica della Regione, già interamente finanziata, anche con soldi ministeriali. Ci sono interessi privati contrari alla costruzione del dissalatore, ma l’interesse pubblico è superiore. E non potranno essere navi e bettoline la soluzione a un impianto efficiente e ambientalmente sostenibile».

«In questi giorni – ha dichiarato il direttore di Ait Alessandro Mazzei – abbiamo preparato la documentazione necessaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri per rispondere alle solite questioni che l’amministrazione comunale di Capoliveri sta sollevando da mesi contro il dissalatore. Gli argomenti del Comune elbano sono già stati più e più volte rigettati dal Tar e dal Consiglio di Stato. Appare davvero immotivata e pretestuosa la perdita di tempo e di soldi pubblici dei capoliveresi per contrastare un’opera necessaria che metterà in sicurezza l’Isola d’Elba».

Immediata la reazione del sindaco Walter Montagna, secondo cui «l’Autorità idrica toscana esterna una qual certa irrequietezza nel voler difendere il progetto del dissalatore e nel voler scardinare la tesi del Comune di Capoliveri, ma questa amministrazione non intende tornare indietro e continuerà a lavorare perché questo impianto, che reputa dannoso per l’ambiente e l’economia del territorio, non venga realizzato».

Montagna spiega quindi di aver «sostenuto con forza che questa soluzione non è fattibile sulla nostra isola, non almeno con queste modalità né, aggiungo, con questi costi. Come sottolineato anche nel corso del question time alla Camera dei deputati dall’onorevole Cosimo Ferri, l’opera inciderebbe negativamente sull’ambiente con gravi ripercussioni per il territorio. Ma c’è di più, si continua a sostenere che l’opera è interamente finanziata. Non è cosi. Come si evince dalla risposta all’interrogazione parlamentare da parte del sottosegretario Fontana l’opera costerà oltre 14 milioni di euro di cui otto di finanziamenti pubblici è vero, ma la restante parte grazie alla tariffa del servizio idrico e quindi a carico diretto dei cittadini che, ricordo, quest’opera, così come prospettata, non la vogliono. «Manca la capacità di ascolto – sostiene il sindaco di Capoliveri – ma non è mai troppo tardi per rivedere le proprie posizioni e studiare con il territorio soluzioni alternative».

«Riguardo allo spreco di denaro pubblico – conclude Montagna – non intendo prendere lezioni. Vorrei invece che chi solleva questo tema esaminasse seriamente l’iter che ha portato alla realizzazione dell’impianto del Buraccio, solo per fare un esempio. E di come il denaro pubblico sia spesso stato speso in maniera non consona, vedi la moratoria che il nostro Paese si trova a dover pagare all’Europa, per scelte spesso sbagliate e non condivise da e con la popolazione».

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