Il Tirreno

La rete solidale e antirazzista 

«Una via per Gino Strada l’amministrazione patrocini l’iniziativa»

«Una via per Gino Strada l’amministrazione patrocini l’iniziativa»

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PIOMBINO. Nel nome di Gino Strada la Rete solidale e antirazzista sta preparando per il pomeriggio del 2 ottobre prossimo all’interno del Rivellino, un’iniziativa pubblica, per sollecitare l’intitolazione di una strada a Piombino a “Gino Strada e Teresa Sarti”. Un’iniziativa tesa soprattutto «a riflettere sulla situazione storico-politica e sociale, con particolare riferimento alle donne e alle bambine afghane e sull’accoglienza dei profughi presenti anche nel nostro territorio».

Del resto proprio di recente in una lettera aperta la Rete piombinese aveva scritto tra l’altro che «la vicenda afghana è frutto di scelte sbagliate e controproducenti anche dei governi italiani, dopo l'atroce attentato alle Torri gemelle di venti anni fa. La cosiddetta esportazione della democrazia in armi sembra avere paradossalmente rafforzato i talebani».

Per l’iniziativa del 2 ottobre la Rete chiede dunque il patrocinio dell’Amministrazione di Piombino «nell’ottica della condivisione di quei valori e obiettivi che l’evento vorrebbe sostenere».

La Rete solidale e antirazzista ricorda quindi che l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha espresso «disponibilità e avanzato proposte riguardanti anche i profughi afghani. Ci risulta che la Regione Toscana stia lavorando all’ampliamento della rete di accoglienza Sai (ex Sprar, www.retesai.it/), chiedendo ai Comuni di dare la loro disponibilità, sia che siano già aderenti alla rete, sia che ancora non lo siano, giacché anche per questi sono previste modalità di partecipazione con altri enti ed eventuali finanziamenti».

«La Rete Sai – prosegue la rete solidale e antirazzista – rappresenta un primo passo verso il superamento di quelle politiche dell’accoglienza di tipo emergenziale che finiscono per rinchiudere le persone in un limbo temporale e con poche, quasi nulle, prospettive di integrazione ed autodeterminazione».

Dalle notizie fornite dalla Rete piombinese emerge anche il fatto che «alcune famiglie afghane sono per il momento ospiti nel Centro accoglienza straordinaria La Caravella», tanto che la Rete ha rinnovato una domanda all’Amministrazione comunale di Piombino, e cioè «se e quali proposte intenda avanzare e praticare, nel quadro di una positiva diffusa accoglienza e inserimento nel territorio comunale dei profughi afghani a noi affidati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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