Gioco
La campagna vaccinale è in frenata nonostante l’obbligo del Green pass
La direttrice della Società della salute Pagliacci: «Da qui al 15 ottobre puntiamo all’85 per cento di copertura»
Francesca Lenzi
piombino. Vaccinazioni a rilento con percentuali di copertura in lieve aumento nell’ultima settimana. La campagna vaccinale soffre, inutile negarlo. E soffre nonostante le molteplice modalità di fruizione (prenotazioni, accesso libero, camper attrezzato della Regione).
Se le fasce più “anziane” godono di una copertura sostanziale, ad andare a rilento sono le fasce più giovani. In particolare quella dei trentenni che in Val di Cornia, non superano, nei casi migliori, il 75 per cento.
«Rispetto al trend delle vaccinazioni, nella settimana dal 16 al 23 settembre sono state fatte 220 prime dosi al giorno di media in tutta la zona – afferma la direttrice della Società della salute Valli Etrusche, Donatella Pagliacci – La settimana precedente erano 231. In una settimana la copertura con una dose è aumentata solo di 1, 3 percento (da 80, 1 a 81, 4) mentre la copertura con due dosi è passata da 69, 9 a 73, 5. Da qui al 15 ottobre quindi ci aspettiamo di arrivare all’85 per cento con una dose. Una cifra buona, ma non ottimale. Mi spiego. Ognuno si vede come singolo, ma il discorso cambia quando si parla di popolazione e di campagna vaccinale. Si fa fatica a capire che un 5 per cento nelle Valli Etrusche corrisponde a 6mila persone non vaccinate che sono più suscettibili al virus e questo fa la differenza».
In linea di massima, comunque stanno aumentando gli accessi diretti, sia per le prime dosi che per le seconde, con molti che decidono di anticipare il richiamo.
Il decreto che obbliga dal 15 ottobre i lavoratori, sia nel pubblico che nel privato, al possesso del Green pass, contrariamente alle aspettative, non ha messo, invece, il turbo alla campagna di vaccinazione, «però ha stabilizzato una tendenza che stava riducendosi in modo netto da fine luglio – spiega Pagliacci – Molto, poi, è legato al tipo di impiego. Abbiamo alcune ditte che hanno fatto richiesta per vaccinare i dipendenti, ma è anche vero che, andando verso il calo di presenze turistiche, qualche attività è in chiusura e questo è uno stimolo in meno alla vaccinazione».
Sulle terze dosi: «Stiamo vaccinando le prime categorie fragili identificate, cioè persone in dialisi, con immunodepressione, in terapia con farmaci oncologici, con splenectomia – dice Pagliacci – In ospedale siamo già partiti, mentre dal 28 settembre sono prenotate ai centri vaccinali le terze dosi per persone in terapia con farmaci oncologici. Non abbiamo al momento indicazioni sui tempi di avvio per altre categorie. Sappiamo con certezza che ci saranno le terze dosi nelle rsa e per gli operatori sanitari, ma non sappiamo ancora quando. E, in generale, non sappiamo chi sarà coinvolto come vaccinatore. Dovrebbero esserci anche i dottori di medicina generale, ma non ci sono indicazioni precise per ora».
Quanto ai tipi di vaccino, da fine agosto non viene più somministrato l’AstraZeneca, e le dosi utilizzate sono Pfizer e Moderna. Gli hub vaccinali almeno per tutto il mese di ottobre non chiuderanno né saranno ridotti, ma verrà impiegata solo una gestione delle squadre vaccinali in campo in linea con i volumi da erogare.
«Ormai stiamo rosicchiando decimi di percentuali – conclude Pagliacci, confermando il calo delle vaccinazioni – Le fasce ancora sotto il 75 per cento sulle prime dosi sono quelle relative ai ragazzi fino ai 19 anni, i ventenni che, in realtà hanno risposto molto bene e, soprattutto, i trentenni che si fermano, invece, al 71 per cento. Meglio salendo d’età. Ad esempio nella fascia dai 50 ai 59 anni la copertura è dell’81 per cento, ma parliamo, comunque, di un 20 per cento di popolazione ancora a rischio, ed è un dato che ci preoccupa. C’è ancora tanto da fare. Purtroppo lo zoccolo duro è parecchio duro».
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