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Portoferraio 

Reperti archeologici e bombe inesplose Parte la “caccia” nelle acque del golfo

Luigi Cignoni
Reperti archeologici e bombe inesplose Parte la “caccia” nelle acque del golfo

Affidati i lavori preliminari in vista del ripascimento a Magazzini, Schiopparello est, San Giovanni e San Marco

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Due incarichi affidati direttamente dal dirigente dell’Area 3 Servizi al territorio, Carlo Tamberi, a ditte specializzate per contrastare l’erosione marina all’interno del golfo di Portoferraio, il cui progetto definitivo è già stato approvato dalla giunta retta da Angelo Zini.

La prima ha il compito di effettuare una ricognizione subacquea preliminare nelle aree interessate dai lavori del progetto contro le correnti marine sulla costa. Si parla dei Magazzini, Schiopparello est, San Giovanni e San Marco. Per questo scopo è stata individuata la società “Giano Snc” di Daria Pasini e Marco Bonaiuto di Pisa. Il secondo incarico è stato attribuito al geometra Matteo Bassi, dirigente tecnico del Bcm, brevetto ministero della difesa che dovrà effettuare il «servizio di valutazione del rischio rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nelle aree interessate dal progetto “Golfo di Portoferraio. Interventi di contrasto dell’erosione costiera”», come si legge nell’atto amministrativo.

In definitiva l’impresa pisana è chiamata a effettuare delle indagini preliminari di natura archeologica tramite una ricognizione subacquea nelle aree interessate dai prossimi lavori di ripascimento previsti dal progetto che sarà condotta da due specialisti archeologi subacquei. A questi, la giunta chiede una ispezione visiva delle aree interessate e la testimonianza di una documentazione fotografica e video in hd delle varie fasi di ricognizioni e quindi il posizionamento di eventuali evidenze individuate. Il dirigente dell’Area 3 ha creduto opportuno dare incarico a questa impresa dato che essa aveva proposto un’offerta di due mila e 500 euro (iva esclusa), ritenendola più economica rispetto alla seconda offerta avanzata dalla società ArcheoLogica Srl di Foggia che aveva presentato un preventivo pari a tremila e 100 euro (sempre Iva esclusa).

Il geometra Bassi ha il compito di “perseguire ed effettuare una verifica del rischio residui bellici inesplosi, al fine di salvaguardare la sicurezza dei soggetti che effettueranno gli lavori nelle aree interessate contemplati dal progetto già esecutivo”.

In definitiva, da una parte preservare e riportare alla luce reperti archeologici che testimoniano l’attività che si è registrata nel golfo nei secoli passati, per evitare che vengano definitivamente sommersi dal materiale di riporto che andrà a contrastare il movimento erosivo delle coste della rada. Dall’altra si va alla ricerca di qualche residuo bellico (nel caso specifico si cercano eventuale bombe cadute in mare e inesplose durante la seconda guerra mondiale, la città di Portoferraio ha subito oltre 50 bombardamenti aerei), due incarichi previsti perché le operazioni di lotta alle correnti marine siano effettuate nella più assoluta sicurezza.

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