Il Tirreno

l’intervento 

Jsw, per il Pd siamo ancora all’inizio del percorso

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Non possiamo che salutare positivamente la notizia del raggiungimento di un accordo tra Jsw Steel Italy e Invitalia sull’ingresso di capitale pubblico nell’azienda siderurgica, pur rilevando tuttavia che lo stesso annuncio era stato fatto esattamente un anno fa con un altro Governo e un altro ministro». Il Pd, per voce del segretario di federazione Simone De Rosas, commenta così l’esito del consiglio comunale monotematico sulla siderurgia. L’accordo imminente è considerato quindi «un primo passo», che dovrà essere formalizzato nei prossimi giorni. «L’inizio, non la fine, di un percorso ancora lungo – spiega De Rosas – due mesi per fare la due diligence che dovrà portare le parti a concordare il reale valore degli asset industriali, poi il closing. Solo dopo il nuovo piano industriale pubblico/privato. È su questo ultimo passaggio che il vero interrogativo è ancora aperto: con quale obiettivo lo Stato entra nel capitale sociale di Jsw Italy. Non si tratta infatti di salvare un azienda in difficoltà, ma di assicurane un futuro per i prossimi decenni. Questo implica la costruzione di un piano industriale condiviso, economicamente e ambientalmente sostenibile. Ha ragione la viceministra Todde: Piombino e la Val di Cornia presentano anche molte altre opportunità e la ripresa della siderurgia non dovrà più essere ostativa verso una diversificazione economica cominciata alcuni decenni fa e che ora dev’essere portata a compimento».

De Rosas non nasconde come la monocultura siderurgica, pur avendo garantito per oltre un secolo benessere, abbia richiesto un prezzo alto in termini di occupazione del territorio, di inquinamento e di salute dei cittadini.

«Eppure, è grazie all’industria e al lavoro di amministratori lungimiranti che il territorio ha potuto conservare bellezze naturali protette come il promontorio e la sabbia della Costa est, persino un’oasi naturalistica a ridosso di una centrale temoelettrica – aggiunge – risorse che oggi possono essere oculatamente valorizzate per ridare vigore e continuità alla nostra economia. Ha ancora ragione la viceministra quando afferma che quando una azienda va in crisi è perché va in crisi un sistema. L’obiettivo che ci dobbiamo porre è dunque quello di ricostruire un sistema territoriale attrattivo». La ricostruzione, secondo il Pd, passa da un’ulteriore crescita del porto, avviando le bonifiche «che restituiscano alla città e all’insediamento di nuove imprese aree non più necessarie all’industria immolate negli anni Sessanta a uno sviluppo dello stabilimento che non c’è mai stato».

«Per fare tutto questo – conclude De Rosas – non serve però la retorica, più o meno nel momento convincente: occorrono risorse dello Stato che risarciscano questo territorio di ciò che ha dato in 130 anni di industria al Paese. Cogliamo dunque positivamente la proposta della viceministra di istituire un tavolo per Piombino, meglio sarebbe di tutta la Val di Cornia, il cui obiettivo finale sia quello di ricostruire un sistema economico che interrompa il decremento demografico, che consenta ancora a questa città di mantenere servizi essenziali, a partire da quelli sanitari. Apriamo, allora, quel tavolo e discutiamo del ruolo dei privati e di quello dello Stato, utilizzando tutti gli strumenti e le risorse possibili che ci ha offerto l’Europa per superare la pandemia e la crisi economica».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa