Gioco
Il tempio votivo dedicato ai 374 soldati elbani morti realizzato con le donazioni
La curiosità
Il tempio votivo annesso alla chiesa di Maria Assunta dell’arciconfraternita del Santissimo Sacramento dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale è un monumento storico, sia per i reperti che conserva al suo interno e alle testimonianze raccolte, sia per il coinvolgimento non solo per i residenti di Portoferraio, ma per tutti gli elbani.
Furono 374 gli elbani (oltre una trentina appartenenti all’arciconfraternita) che persero la vita sui campi di battaglia della grande guerra. I loro nomi, divisi per Comune (Portoferraio 108, Marciana 59, Campo nell’Elba 57, Rio Marina 53, Capoliveri 31, Porto Azzurro 27 e Marciana Marina 20) sono incisi sulle lapidi del tempio.
In loro ricordo, nel primo dopoguerra, si pensò a una cappella votiva. Il progetto fu affidato all’architetto Severino Crott. Doveva essere realizzato al culmine della scalinata che porta da via Elbano Gasperi alla chiesa della Natività. Il 22 agosto del 1920 ci fu la cerimonia della posa della prima pietra, alla presenza delle autorità e di numerosi cittadini, con la partecipazione del cardinale Maffi, arcivescovo di Pisa e dell’onorevole Giovanni Gronchi, successivamente eletto presidente della Repubblica.
Ma l’opera risultò troppo ambiziosa. Per motivi economici fu deciso di ridimensionarla e di realizzarla nella cappella laterale annessa alla chiesa del Santissimo Sacramento. Iniziata nel 1933, la cappella fu terminata l’anno dopo e inaugurata con una grande festa e con i fuochi d’artificio. Tra gli arredi conservati, c’è il Crocifisso ligneo del XV secolo che, secondo la tradizione, è stato ritrovato nel 1548 tra le rovine di Ferraja, durante la costruzione di Cosmopoli. Invece tra i materiali, ci sono tre anfore in bronzo, collocate in una nicchia del corridoio, contenenti la terra dei campi di battaglia del Piave, Grappa e Carso. Numerosi, sebbene in tempi di ristrettezza economica, furono i benefattori locali (furono anche organizzate tombole e lotterie). A essi si aggiunsero papa Benedetto XV (che donò duemila lire), la Regina Margherita (cinquecento lire) e la Società Ilva (cinquemila lire e duecento quintali di cemento).
Nell’estate del 1934, l’ingegnere Manfredi Tognetti, in qualità di tecnico comunale del comune di Portoferraio, insieme al progettista Crott, collaudarono la costruzione definita “a carattere eminentemente artistico”.
I bombardamenti infine durante alla seconda guerra mondiale recarono danni alla struttura che ebbe bisogno di un restauro edile, avvenuto negli anni ‘50. Infine dal 2010, la Cappella è chiusa per manutenzione straordinaria.
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