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La disputa 

Accuse e polemiche La politica elbana si è divisa già prima della “sentenza”

Antonella Danesi
Accuse e polemiche La politica elbana si è divisa già prima della “sentenza”

Il dibattito sull’operato di Montagna ha animato gli ultimi giorni Barbetti: «Ha detto no troppo tardi». Zei: «Doveva fare di più»

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Antonella Danesi

Capoliveri. Ora che è arrivato il decreto dell’Autorità idrica toscana (Ait) il dibattito intorno al dissalatore di Mola è destinato a diventare uno dei temi principali del dibattito politico isolano. Ma ancor prima che la costruzione dell’opera fosse, di fatto, ufficializzata, la discussione si era rianimata nel Comune di Capoliveri. Il tutto condito da accuse su responsabilità vere e presunte.

Il dibattito è ripartito, non a caso, dopo che il sindaco Walter Montagna, lo scorso 2 settembre, ha dichiarato la netta posizione di contrarietà dell’amministrazione durante la conferenza dei servizi che ha deciso il destino dell’opera. In questa sede Capoliveri ha espresso parere negativo «alla fattibilità delle opere a terra e a mare per la realizzazione del dissalatore di Mola». Montagna durante l’incontro ha depositato il parere negativo espresso dalla commissione comunale per il paesaggio il 3 agosto scorso e quello di carattere paesaggistico, sempre negativo, del responsabile dell’ufficio tecnico del comune capoliverese e quello relativo alla variante per le opere marittime per la realizzazione del primo lotto per l’impianto di dissalazione.

«Ci siamo espressi in maniera ferma sulla fattibilità delle opere – ha comunicato – e per la prima volta il comune ha depositato atti inconfutabili circa la sua posizione, ovvero la sua netta opposizione a che possa realizzarsi questo intervento sul proprio territorio e ciò per ragioni tecniche, procedurali e di evidente impatto ambientale». Montagna ha poi evidenziato come il verbale riassuntivo della conferenza metta in evidenza tutte le criticità da loro sollevate circa la non fattibilità del dissalatore nel luogo, e con le modalità di Ait, Asa e regione Toscana intendono invece realizzare.

«Difenderemo queste posizioni in ogni sede per tutelare il nostro territorio e la nostra gente» ha concluso. Parole a cui Ruggero Barbetti ha risposto con un profetico: «Potrebbe essere già troppo tardi, a meno di intraprendere la strada politica per affrontare la questione»

L’ex sindaco capoliverese ha infatti da subito sottolineato come ci sia una legge regionale, quella del 2014 che dice che «l’approvazione del progetto di un’opera pubblica o di pubblica utilità costituisce variante agli strumenti di pianificazione territoriale o urbanistica del comune». «Quindi – è la considerazione di Barbetti – l’approvazione da parte della regione e Ait è passata, passa e passerà sempre sopra la testa del consiglio comunale di Capoliveri. Se non si parte da qui il resto sono parole al vento».

Barbetti nei giorni scorsi ha informato anche che il 9 settembre scorso è stata pubblicata un’ordinanza cautelare che, per ora «da ragione ad Asa che in autotutela ha annullato l’aggiudicazione della gara all’impresa Acciona Agua e ha approvato gli esiti della procedura e disposto l’aggiudicazione della stessa selezione in favore di Ati Suez, unica rimasta in gara e che farà i lavori a dissalatore».

Sulla questione è intervenuto anche Alberto Zei che considera come «la questione della forzata istallazione del dissalatore a Mola abbia molte sfaccettature di illegalità». «La prima – ha evidenziato – e quella dell’ordinanza vincolante del consiglio di stato sin dal dicembre 2019 secondo cui i lavori di istallazione del dissalatore non potevano essere ripresi senza l’accordo tra le parti in causa. Proprio a quel tempo era Barbetti il sindaco di Capoliveri. Questo non è avvenuto, ma sarebbe bastato per porre fine in modo semplice e concludente alla controversia».

Un’altra ragione che secondo Zei avrebbe dovuto essere fatta valere in via legale è «quella dell’istallazione dell’impianto in zona adiacente all’aera protetta del Pian di Mola».

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