Gioco
Un anno dopo la morte di Italo Bolano la sua arte continua a vivere all’Elba
Oggi a San Piero il ricordo dell’artista espressionista la cui memoria è portata avanti dalla moglie con una fondazione
L’anniversario
«Un luogo dove artisti e pubblico possano incontrarsi, discutere, lavorare e organizzare manifestazioni culturali comprese quelle teatrali. Un luogo dove l’uomo, conscio dei suoi limiti, cerca l’incontro con i suoi simili e, meditando sulla natura e sull’arte, può iniziarsi alla conoscenza». È questo uno dei tanti messaggi espressi da l’Italo Bolano portoferraiese, prima di lasciare la vita terrena un anno fa, esattamente il 17 di settembre, dopo lunga malattia all’età di 83 anni. Un messaggio che aveva scritto lui stesso su una vecchia lapide che si trova ancora all’Open air museum di San Martino, il luogo della natura che incontra l’arte di Italo o viceversa, creato dall’artista espressionista astratto nel 1964, al posto della vigna del padre oramai abbandonata.
Un terreno di 10 mila metri quadri che è ancora vivo grazie alla presenza delle sue opere esposte, anche in ceramica e vetro Dallas, e grazie all’impegno della moglie Alessandra Ribaldone che, dando vita alla Fondazione onlus che porta il nome del marito, ha ripreso a curare il sito.
Oggi, alle 18, nella saletta Don Milani di San Piero, in piazza della Chiesa, Bolano sarà ricordato per volontà del Circolo culturale Le Macinelle. A parlare del professore d’arte nei licei, pittore, scultore e maestro di vita ci sarà la sua collega di un tempo, la professoressa Licia Baldi, ovvero la “Signora”, come era chiamata al liceo Foresi del Grigolo a Portoferraio. Ci sarà pure la proiezione del documentario «Per Italo Bolano», realizzato da Paolo Balmas e Franco Carena e in sarà anche l’ultima giornata di apertura della mostra «Verso dove. Per Italo Bolano», organizzata sempre da Le Macinelle. Un’esposizione nata dalla collaborazione fra Alessandra Ribaldone Bolano e Giampiero Palmieri, noto fotografo elbano.
Saranno ricordate le venti opere sparse sui sette Comuni dell’Isola che costituiscono il “Museo diffuso Elba di Italo” e ricordano fatti, personaggi e natura della sua isola.
Bolano è stato un artista molto produttivo, ha realizzato centinaia di opere che si trovano in collezioni private e pubbliche in tutta Europa e non solo. Basti ricordare le recenti mostre in Cina e a Dubai. Gran parte delle opere monumentali sono state frutto del suo lavoro manuale, con pochissimi aiuti sia materiali sia economici. Lui era solito dire che nella sua vita aveva fatto tre lavori: il muratore, l’artista e l’insegnante. Per 40 anni infatti aveva insegnato disegno e storia dell’arte in tutta la Toscana e aveva concluso gli ultimi 20 anni di insegnamento nella città di Prato che egli aveva scelto come sua seconda residenza per il fermento culturale e produttivo che aveva intuito negli anni 80. In particolare ha insegnato per 20 anni al Liceo Copernico dove un numero enorme di allievi che lo hanno avuto come insegnante ne hanno apprezzato e riconosciuto le sue doti di educatore e “maestro di vita”. Sulla sua tomba è scritto infatti “Artista e maestro di vita”.
Stefano Bramanti
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