La protesta
Il piombinese Federico Pecchia, economista “pentito”. Adesso conduce un programma su Rtl
Trent’anni, vive da tempo a Milano dove ha intrapreso una brillante carriera alla radio. Ecco il suo racconto
PIOMBINO. È un “very normal people” ormai da qualche tempo anche se non dimentica certo le proprie radici. «Io neanche non mi muovevo mai oltre Piombino e Pisa», dice. Ora invece vive nella Milano da bere e parla ogni giorno dai microfoni di Rtl 102,5. Federico Pecchia, 30 anni, una grande passione per musica e teatro e una laurea magistrale in economia che, si è reso conto, proprio non lo rappresentava. Da qui la sfida con sé stesso, un master nel capoluogo lombardo e uno stage da cui poi tutto è iniziato, ma andiamo con ordine.
Insomma hai scoperto di non essere un economista?
«Già, mi sono reso conto che non avrei mai potuto lavorare in quel settore, mentre studiavo però trasmettevo su “RadioEco”, la web radio dell’Università di Pisa, e facevo parte di una compagnia di Lucca perché volevo fare l’attore, mi sono cimentato anche con cortometraggi e web series. Questo era il mio piano A».
E che fine ha fatto questo progetto?
«Una volta conclusi gli studi, ho realizzato che facendo l’attore non riuscivo a campare, perciò mi restava solo il piano B, ovvero trovare un lavoro in linea con i miei studi, ma qui sono entrato in panico».
E come ne sei uscito?
«Intanto ho discusso una tesi sul mercato discografico, sono sempre stato un grande appassionato di musica al punto da studiarmi tutti i crediti dei dischi, dopo di che ho iniziato a pensare che avrei potuto lavorare in questo ambito, in fondo avevo in tasca una laurea in economia e una tesi sulla discografia. Così mi sono iscritto a un master presso la Cattolica di Milano sulla “comunicazione musicale”».
E come sei finito davanti a un microfono?
«Arrivato allo stage finale dovevo scegliere l’area da seguire, inizialmente ero molto attratto dal settore discografico ma alla fine ho optato per la radio. Si aprì una posizione come social media manager a Rtl e venni preso come stagista a maggio 2018».
Ti sei trovato subito bene?
«Molto, inizialmente mi occupavo dei social della radio poi, siccome ho sempre manifestato il mio interesse a partecipare alle dirette, mi è stato dato spazio durante la diretta di “The Flight” nel social corner, una figura che a Rtl è stata istituita proprio in quel periodo. Da lì ho iniziato ad andare on air finché a fine 2018 il mio editore mi ha proposto di essere uno dei conduttori del programma della sera (21-23). Ma la vera svolta è arrivata nell’estate 2019 quando Federica Gentile, direttrice artistica di Radio Z, ha deciso di mettermi in coppia con Davide Damiani nel programma estivo dalle 13 alle 15 in Sardegna, e lì è nato il nostro sodalizio».
Come è stato l’impatto tra voi due?
«Incredibilmente c’è stata una grande affinità sin da subito. Anche lui toscano come me (di Quarrata) sin dalle prime dirette ci siamo sempre divertiti moltissimo e probabilmente siamo riusciti a trasmetterlo dato che prima ci hanno confermati, poi ci è stato proposto di condurre un programma tutto nostro su Rtl il sabato e la domenica “Mai visto alla radio”.
Il sodalizio dura tuttora?
«Sì, esatto. Siamo insieme tutti i giorni dalle 13 alle 15 su Zeta e dalle 23 all’1 con Cristina Borra su Rtl».
Sempre voi due insieme vi siete inventati un podcast video, come si chiama?
«Tecchepigli”, è ambientato in un bar dove ogni sera chiamiamo un ospite diverso (pubblichiamo una puntata a settimana) con cui chiacchieriamo e, detto alla toscana, la prima domanda non può che essere “te che pigli?”. La prima stagione è finita e stiamo lavorando alla seconda».
Il tuo personale tormentone di questa estate?
«La mia è una risposta un po' fuori dal coro perché non si tratta di un tormentone estivo bensì del pezzo che ho ascoltato di più questa estate, ed è “Chiagne ancora” di Ghali con Liberato e J Lord.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
