Il Tirreno

«Sul fondo il bisogno di ossigeno può arrivare all’improvviso»

Luigi Cignoni
«Sul fondo il bisogno di ossigeno può arrivare all’improvviso»

Carlo Gasparri, uno dei più grandi campioni sportivi in apnea del mondo «Con il mare ci vuole molto rispetto. Le variabili sono tante e diverse» 

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parla l’esperto

«Con il mare ci vuole molto rispetto e preparazione fisica». Sembra un’ovvietà detta e ridetta ma è la base di partenza per tutti, anche per chi come Carlo Gasparri è uno dei più grandi campioni sportivi in apnea. Oggi ha 85 anni, continua a immergersi, e la sua esperienza li consente di ricordare come, siano «tante le cause che possono essere intervenute e portato alla morte lo sfortunato e giovane sub. Tante e poi anche diverse, che variano da soggetto a soggetto».

Gasparri parla dall’alto del suo pedigree. Tra il 1964 e il 1974 è stato cinque volte campione d'Italia, tre volte campione d'Europa, una volta campione del Mondo di pesca subacquea. Oltre a questo è giornalista e documentarista, lavorando per molti anni in Rai. Continua a immergersi patito com’è della fotografia subacquea.

«Stare alla posa prevede di essere freddo, non farsi prendere dall’emozione e avere il controllo della situazione e del proprio corpo. Quando si è sul fondo non avvertiamo il pericolo e l’improvvisa richiesta di ossigeno dei polmoni. Se scatta il bisogno, bisogna essere sempre in grado di raggiungere presto la superficie. Quando si nuota verso l’alto c’è un’accelerazione incredibile dell’attività muscolare e in questi casi è facile che sopraggiunga l’asfissia se abbiamo esaurito le scorte di aria nei polmoni. Non si dovrebbe arrivare mai a questi punti».

«Prima di immergersi dobbiamo essere in ottime condizioni fisiche – continua sempre l’ex campione mondiale di pesca in apnea –. Poi bisogna seguire gli insegnamenti di qualche istruttore che sia in grado di darci le giuste dritte ogni volta che sott’acqua bisogna affrontare un problema. L’apnea deve essere affrontata con criterio. Guai prenderla alla carlona. Ci vuole intelligenza, come però in tutte le cose. Quando si è in acqua si ha la sensazione di sentirci bene. Ci pare quasi di volare in un elemento per noi nuovo. Ma bisogna sempre mettere in conto che la riserva di aria nei polmoni non è eterna. E poi consiglierei a tutti gli sportivi che si vogliono misurare con la pesca subacquea di sottoporsi prima a un accurato esame del cuore e avere dal dottore il nulla osta. L’apnea è bella da amare. Ma se sbagli, non perdona».

Luigi Cignoni

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