Il Tirreno

Distanze, mascherine e sorrisi E al liceo lo scanner per il Green pass

Sara Chiarei
Distanze, mascherine e sorrisi E al liceo lo scanner per il Green pass

Primo giorno in classe senza particolari criticità negli istituti cittadini: scarsa adesione allo sciopero dei no-vax

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Sara Chiarei

PIOMBINO. Le impressioni della vigilia alla fine non sono state tradite. E, a detta di tutti, lo stato d’animo predominante in questo primo giorno di scuola 2021 è stato la felicità. Anche le scuole piombinesi di ogni ordine e grado hanno aperto i battenti e avvolto come in un caldo abbraccio gli studenti mai così felici, appunto, di tornare in classe e sedersi al proprio banco anziché alla scrivania di casa.

La didattica a distanza si è rivelata un valido strumento per garantire continuità didattica, ma il confronto con gli altri compagni, con gli insegnanti, gli alti e i bassi che da sempre definiscono un normale percorso scolastico, quelli sono irrimediabilmente mancati. E il ritorno in classe, a sentire i presidi delle scuole cittadine, è filato liscio senza criticità particolari.

Green pass ok

È operativa da qualche giorno la famosa piattaforma che aiuta i presidi a monitorare ogni giorno la situazione Green pass del personale scolastico tramite un semaforo che segnala la regolarità o meno dello stesso e definita in generale dagli stessi dirigenti come molto funzionale. «Come primo giorno tutto regolare – dice Letizia Braschi, dirigente della scuola secondaria di primo grado A. Guardi – tanta emozione tra i bambini di prima (genitori compresi) che abbiamo accolto da soli le prime due ore affinché si potessero inserire nel modo più tranquillo possibile, dalle 10 sono entrate anche le seconde e le terze classi. Utilizziamo vari ingressi per evitare assembramenti e non c’è stata nessuna adesione allo sciopero indetto da due sindacati per contestare il provvedimento del Green pass. Inoltre, poiché i genitori non sono stati fatti entrare all’interno dell’istituto, non è stato necessario richiederlo anche a loro».

I nuovi studenti

Particolare attenzione alle prime classi anche all’Isis Einaudi-Ceccherelli, come sottolinea il dirigente Carlo Maccanti. «Da qualche anno ormai – dice Maccanti – facciamo un inserimento dei ragazzi delle classi prime (quest’anno sono otto), un vero e proprio protocollo di accoglienza della durata di una settimana prima di inserirli nelle classi e iniziare la didattica ordinaria. Si tratta di una specie di campo scuola in cui i ragazzi fanno attività ed è prevista anche un’uscita a gruppi che serve a loro per ambientarsi ma anche a noi per monitorarli, individuando eventuali attriti o incompatibilità prima di comporre le classi in maniera definitiva. Quanto alla piattaforma – aggiunge Maccanti- è utile pur presentando alcuni limiti, ad esempio un docente non titolare da noi (dove magari ha poche ore) ma che lo è in un’altra scuola, non riesco a vederlo sulla piattaforma».

Il ritorno

Emozione, comunque, resta la parola d’ordine di questo 15 settembre. «L’ho percepita anch’io – dice Sabrina Zottola, dirigente Isis Volta - Carducci - Pacinotti – ieri mattina era palpabile il desiderio di tornare a scuola e trovo sia molto positivo da parte dei ragazzi che si sono dimostrati tutti molto educati. Quest’anno sono fiduciosa che si possa continuare così senza troppi problemi anche se ovviamente occorre ancora molta attenzione. Sono arrivati gli scanner che abbiamo posizionato all’ingresso e che saranno di grande ausilio soprattutto in caso di visitatori esterni, ad esempio per i genitori che non possono accedere all’interno dell’istituto se sprovvisti di Green pass».

Il valore della scuola

«Quest’anno abbiamo registrato un incremento – dice Edi Torresi, dirigente licei Leon Battista Alberti di Alma Mater– gli iscritti nelle prime classi sono stati infatti in numero superiore rispetto a quelli passati. È stato un primo giorno sereno, tutti i ragazzi si sono dimostrati disciplinati e felici di essere tornati a scuola. Credo che sia una delle prime volte che succede, ma ieri si percepiva nitidamente quanto abbiano rivalutato l’importanza della scuola».



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