Il Tirreno

i sindacati 

«Non c’è più tempo È l’ora delle scelte e delle strategie»

Francesca Lenzi
«Non c’è più tempo È l’ora delle scelte e delle strategie»

Tutte le sigle sindacali chiedono a gran voce un’accelerazione E Camping Cig avverte: «Questa non sia un’altra passerella»

3 MINUTI DI LETTURA





Francesca Lenzi

piombino. Poca gente, ancor meno gli operai. È un Metropolitan quasi vuoto quello che ha fatto da teatro per il consiglio comunale aperto con l’unico ordine del giorno sulla crisi della siderurgia piombinese. Tolti gli invitati, i consiglieri e i sindacati, sono stati una settantina gli ingressi relativi ai cittadini. Fra gli interventi delle aziende e quelli istituzionali, c’è stato spazio anche per l’autorità portuale, Confindustria e le sigle sindacali, prima di passare ai gruppi consiliari. Sindacati presenti al completo e, pur nella differenza di intervento e d’opinione, concordi su alcuni punti: la preoccupazione per il tempo che passa, la necessità di garanzie, l’acciaio che continua a essere strategico per l’intera nazione. «Il tempo scorre e non si riesce a risolvere i problemi di un territorio sempre più in crisi – le parole di Fabrizio Zannotti (Cgil) – O una zona diventa nodo strategico internazionale, oppure quel territorio è destinato a essere marginato. Per risolvere la questione Piombino occorre fare sintesi e aumentare la velocità d’intervento, oltre a sperimentare nuovi modi di produrre, investendo sotto il profilo ambientale».

«Un amico l’altro giorno mi ha detto che a Piombino il tempo sembra essersi fermato – dice Paolo Cappelli (Fim Cisl) – In realtà il tempo è trascorso inesorabile e oggi è tutta la città a chiedere aiuto».

«Per la mia organizzazione l’ingresso di Invitalia nel capitale Jsw è un bellissimo auspicio – afferma Claudio Lucchesi (Ugl) – Però dovrebbe essere a maggioranza e con o senza Jindal. Dal 2015 è stato polverizzato un migliaio di posti di lavoro dell’indotto. Adesso vogliamo risposte certe».

«Abbiamo fatto le rotaie di tutta Italia – interviene Vincenzo Renda (Uil) – Ora ci sentiamo calpestati e la sensazione è di essere figli di un dio minore. Finora a mantenere la parola, sono stati solo i sindacati e gli operai. Con l’ingresso dello Stato, vorrei si avviasse una riflessione sulle privatizzazioni. Dobbiamo evitare che gli imprenditori facciano quel che pare loro».

Credo che il segnale più grosso oggi sia la mancanza di lavoratori presenti a questo consiglio – il commento, che ha scatenato l’applauso dei pochi operai presenti in sala, di Simone Selmi (Usb) – In questi anni sono stati presi in giro un po’ da tutti. Non sono d’accordo nemmeno con l’ingresso di Invitalia, già entrata a Taranto dove vengono usati soldi pubblici per licenziare le persone. Al Mise ci sono 160 tavoli di crisi e nemmeno uno è stato risolto. Questo per il governo è il momento delle scelte: stare con i lavoratori o con le multinazionali».

«Piombino è una città in ginocchio – dice Alessandro Babboni di Camping Cig – I problemi non potranno essere risolti oggi, lo sappiamo, ma questa non deve essere solo una passerella. È arrivato il momento di fare scelte e strategie serie. La politica ne è responsabile».

«Non sono d’accordo on Carrai che parla di superare l’accordo di programma. Lì ci sono le nostre necessità, a partire dalla ricollocazione di tutti i lavorati», sostiene David Romagnani (Fiom Cgil).

«La crisi va avanti da anni – chiude Lorenzo Fusco (Uilm) – È giusto puntare al cambiamento e ad altre attività, ma l’economia del territorio non può fare a meno del polo siderurgico piombinese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa