Italia
Dubbi sui lavori nell’area di Cariola Gragnoli: «La cava è autorizzata?»
Negli spazi dell’ex sito estrattivo si costruisce una cantina «C’è un vincolo idrogeologico che nessuno ha rispettato»
Manolo Morandini
castagneto. «Che cosa sta succedendo? ». Da settimane il capogruppo di Svolta per Castagneto Benito Gragnoli alza lo sguardo verso l’ex cava di Cariola dove sono in corso i lavori preparatori per la realizzazione della cantina dell’azienda Dievole.
«Una vecchia cava di riorite, dismessa da tempo e ormai ricoperta di vegetazione – dice Gragnoli –. È dagli anni ‘60 che non vi scava più, era rimasta solo una piccola ferita. L’area è soggetta a vincolo idrogeologico per cui i pochi interessati alle vicende del luogo pensavano che nulla avrebbe più mutato quel paesaggio ferito in un lontano passato. Ma si sbagliavano. Il Comune di Castagneto Carducci ha rilasciato il permesso per la costruzione di una cantina in questa cava e i lavori preparatori sono in corso. L’intervento ha richiesto la variazione ad hoc, dietro specifico impulso proveniente dal nuovo proprietario del sito, degli strumenti urbanistici e perfino la Regione si è sentita in dovere di concedere lauti finanziamenti a fondo perduto». Che prosegue: «Evidentemente questi enti vi hanno rinvenuto un preminente interesse pubblico alla riqualificazione. I comuni cittadini invece sono per lo meno perplessi perché il progetto dovrebbe portare alla creazione di solo cinque posti di lavoro mentre i cosiddetti lavori preparatori stanno assumendo una dimensione inaudita con l’area della cava che è già perlomeno raddoppiata e con il materiale di risulta che viene accumulato a poca distanza in grande quantità, bene in vista».
Secondo Gragnoli «l’istruttoria condotta dal Comune tanto sugli atti di variazione urbanistica che su quelli progettuali appare carente nelle indagini sullo stato di degrado paesaggistico, ambientale e idrogeologico che il progetto sta causando. Pare infatti che gli uffici comunali tanto solerti nel compiere le verifiche sui fabbricati quando il povero cittadino presenta una domanda per allargare una finestra altrettanto non lo siano stati nel caso di cui si parla. Infatti, gli istruttori comunali e tanto meno gli enti intervenuti nella conferenza dei servizi per dare i propri giudizi di compatibilità hanno svolto indagini circa l’esistenza di concessioni di cava e autorizzazioni di vincolo idrogeologico che conferirebbero legittimità a questa ferita a suo tempo inferta al territorio e alle recenti varianti deliberate per permettere la realizzazione della cantina. In parole povere, nessun ente pare essersi chiesto se la cava dismessa e i nuovi lavori siano legittimi». E sottolinea: «L’area è gravata dal vincolo idrogeologico apposto con ex regio decreto 3267 del 1923 e sin dagli anni successivi all’unità d’Italia l’ordinamento stabilisce una specifica disciplina in tema di coltivazione di cave che impone il rilascio di una concessione dietro precisi piani di coltivazione, contenenti anche puntuali prescrizioni di ripristino ambientale. Insomma, se sarà confermato che non esiste documentazione di legittimità della cava, chi rimetterà le cose a posto?».
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