Gioco
La nazionale elbana debutta a Sanremo «Ma il sogno restano i Mondiali»
Oggi in Liguria la prima gara ufficiale di calcio a cinque dopo l’affiliazione dell’isola nella federazione Conifa
PORTOFERRAIO. Il sogno della nazionale di calcio dell’isola d’Elba resta vivo. E nelle prossime ore diventerà un filo più concreto, anche se la partenza sarà soft. La squadra dell’isola d’Elba nata grazie all’impegno del vulcanico ex presidente della polisportiva Rio Elba, Gaetano D’Auria, debutterà in un torneo di calcio a cinque a Sanremo, organizzato sotto l’egida della Conifa. Si tratta dell’organismo che mette assieme le federazioni calcistiche di nazioni, Stati senza un riconoscimento internazionale, minoranze etniche, popoli senza Stato, regioni e le micronazioni non affiliate alla Fifa. Dal Tibet all’Abcazia, fino alla Padania. E, incredibile a dirsi, anche l’Elba. Ebbene, oggi pomeriggio, la squadra capitanata da Federico Todella, medico elbano con un passato nelle giovanili della Juventus, e allenata da Denis Dedja scenderà in campo a Sanremo. Maglia bianca e rossa con simbolo delle tre api napoleoniche.
Tanta voglia di stupire e divertire con il primo obiettivo chiaro: ben figurare nel “2021 No Limits Mediteanean Futsal Cup”. La manifestazione che vedrà impegnate, oltre all’Elba, le formazioni in arrivo dalla Sicilia, Contea di Nizza, Principato di Seborga, Nazionale sarda de Bocia e Fc Tera Brigasca Labaj (situata sulle Alpi marittime, a cavallo tra Francia e Italia).
La spedizione elbana sarà guidata da Gaetano D’Auria, dal ct Denis Dedja. In porta ci sarà Edoardo Benini, in campo Francesco Ferrin i (già in evidenza nella nazionale italiana di beach soccer), Federico Todella, Marco Cavaliere, Simone Carducci, Emanuele Montero e Fabio Testi.
«Si tratta della prima sfida per la nostra nazionale di calcio – racconta il presidente Gaetano D’Auria – andiamo a Sanremo e cercheremo di tenere alto il nome della nostra isola».
Insomma, il progetto di D’Auria va avanti, nonostante le battute di arresto incassate per le difficoltà organizzative e per il Covid che nei mesi scorsi ha causato la cancellazione dei campionati europei organizzati da Conifa. Ma figuriamoci se uno come Gaetano D’Auria si può fermare solo per questo. Ormai la sua è una battaglia vera e propria. L’Elba, che in verità con gli Stati non riconosciuti, minoranze etniche e linguistiche e popoli senza Stato non c’azzecca un bel niente, è stata introdotta nella Federazione grazie alla “cocciutaggine” di Gaetano. È stato lui, solo soletto, a volare fino all’isola di Man, in Gran Bretagna, per ottenere il riconoscimento da parte di Conifa. Mese dopo mese, nonostante lo scetticismo che ancora non è svanito del tutto sull’isola, D’Auria è andato avanti organizzando incontri con le società sportive e con i Comuni che, dopo una risposta tiepida, secondo l’ex presidente della Polisportiva Rio Elba stanno reagendo positivamente: «Abbiamo un incontro fissato con l’assessore di Capoliveri Enrico Castellacci, ex medico della nazionale ci calcio – il nostro sogno è partecipare al mondiale. Ce la faremo, ne sono certo».
Intanto si parte dal calcio a cinque, poi vedremo. Tanto sognare non costa niente.
Lu.Ce.
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